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DreamHack Winter 2017: cronaca di un successo annunciato

  • Scritto da Claudio Poggi

DreamHack Winter 2017: all'Elmia Convention Center di Jonkoping cronaca di un successo annunciato.

Doveva essere un grande successo, e così è stato. Domenica 3 dicembre è calato il sipario sul DreamHack Winter 2017, l’evento più atteso dell’anno tra gli appassionati di esport, videogame e tecnologia in generale: sebbene non si conoscano ancora i numeri, si parla di oltre 20.000 visitatori in tre giorni.

Teatro della manifestazione è stato l’Elmia Convention Center di Jonkoping, cittadina svedese a circa 150 chilometri di distanza dall’aeroporto di Goteborg – da attraversare comodamente in poco più di un’ora, e senza autostrada.

LA FESTA DEI VIDEOGIOCHIIl DreamHack Winter 2017 è stato il solito mix ben bilanciato tra competizione, divertimento ed esposizioni. Hearthstone, H1Z1, Smash, Dota, ma anche il fenomeno PUBG e persino un torneo di Minecraft hanno caratterizzato la tre giorni in salsa svedese.
Per non parlare degli immancabili cosplayer, tra i quali hanno spiccato un costume di Groot dei Guardiani della Galassia e una versione femminile del Lich King di Hearthstone veramente da brividi. Non sono mancati anche spazi dedicati alla realtà virtuale, con addirittura una vera e propria automobile da guidare (in simulazione, naturalmente) per cercare di far segnare il miglior tempo possibile.
 
TUTTI PAZZI PER DR. DISRESPECT – La vera attrazione del DreamHack Winter 2017 è stata in realtà un personaggio molto conosciuto nella community internazionale di Twitch, e altrettanto controverso. Stiamo parlando di Dr. DisRespect, forse ad oggi lo streamer più seguito ed influente del pianeta, con tanto di sicurezza al seguito e una frotta di appassionati pronti a non lasciargli neppure un centimetro per respirare. Dr. DisRespect ha persino fatto streaming dal Main Stage, per la gioia del pubblico presente e di quello a casa.
 
L’HEARTHSTONE GRAND PRIXCome vi raccontavamo qualche giorno fa, per gli italiani l’evento più atteso è stato sicuramente l’Hearthstone Grand Prix Main Event. Il Team QLASH di Luca Pagano ha sfiorato ancora una volta l’accesso alla Top 16, come già successo ad Austin e a Valencia.
Stavolta è toccato a Dario ‘Pool8’ Ripa assaporare l’amaro gusto della beffa. Dopo aver vinto i primi cinque match dei nove previsti, Dario si è ritrovato sul 6-2 a giocarsi la sfida decisiva per passare alla fase successiva, quella a eliminazione diretta. Sotto 2-0, ‘Pool8’ ha saputo recuperare fino al 2-2, cedendo però il passo nell’ultima partita, non senza un pizzico di sfortuna: il giocatore del Team QLASH non ha trovato nel suo mazzo la carta che gli avrebbe permesso di superare l’avversario e andare, per usare un gergo pokeristico, in the money.
La Dea Bendata ha voltato le spalle al Team QLASH anche nel Side Event, dove Gabriele ‘Wolcat’ Catterin ha chiuso la fase preliminare sul punteggio di 6-2, non riuscendo ad accedere alla Top 8 per una questione di decimali.
 
L’Italia ha potuto comunque applaudire ‘Swaggermeist’, giocatore dei Prophecy spintosi fino alla Top 4. Questo risultato eguaglia il miglior piazzamento mai ottenuto da un giocatore italiano ad un Hearthstone Grand Prix Main Event, che apparteneva a ‘Meliador’ – già Top 4 al DreamHack Valencia 2017.
 
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