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Luca Pagano: 'Team Qlash punto di ritrovo per la community dei gamer'

  • Scritto da Claudio Poggi

Team Qlash, non solo competitive. Luca Pagano: “Punto di ritrovo per la community dei gamer”.

Il 2017 è stato per il Team Qlash l’anno dello sbarco nel mondo degli esport. L’ingresso del team fondato da Luca Pagano ha sicuramente dato una sterzata netta a tutto il movimento videoludico competitivo nazionale, scatenando un effetto-domino il cui eco non si è ancora esaurito – anzi.

Dopo un anno di rodaggio, il Team ha cominciato il 2018 con una serie di novità, tra le quali un nuovo sito e il lancio di una serie di progetti volti a coinvolgere la community italiana. Non solo, però, quella dei videogiocatori professionisti, ma anche e soprattutto quella di chi nei videogiochi vede un semplice passatempo.

IL PRIMO PUBG INVITATIONAL D’ITALIA – Ieri, 21 gennaio, il Team Qlash – in collaborazione con iBob (streamer di Twitch) che hatestato l’evento – ha organizzato il primo PubgItalian Open Customs, una manifestazione aperta a tutti e sviluppatasi all’interno di un server custom di PlayerUnknown’s BattleGrounds, il videogioco in stile Battle Royale uscito nel 2017 e diventato immediatamente il numero uno del suo genere.
La particolarità del PUBG Italian Open Customs è stata proprio la possibilità di avere a disposizione dei partecipanti un server dedicato, grazie al quale personalizzare ogni aspetto delle varie partite giocate. Un evento senza precedenti in Italia, che ha raccolto centinaia di persone connesse simultaneamente, nonostante l’orario pomeridiano.
 
IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE” – Ovviamente soddisfatto Luca Pagano, creatore del Team Qlash e primo sostenitore del PUBG Italian Open Customs: “PUBG è un gioco che mi piace molto, anche se devo dire che non sono ancora molto bravo. Il bello di questo genere di videogame è che è molto aggregativo e divertente da giocare insieme”.
Pagano ha poi sottolineato come l’intento di Qlash sia quello di “porsi come punto di riferimento non solo nel settore competitivo, con i nostri team di Hearthstone, Clash Royale, StarCraft II e quant’altro, ma anche per la community dei gamer in generale. Là fuori è davvero pieno di giovani e meno giovani ai quali magari l’esport interessa relativamente, ma con una grande passione per i videogiochi”.
 
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