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Perché Pardo non perde mai?

  • Scritto da Cesare Antonini

Il giornalista e commentatore televisivo svela i segreti del successo del suo mestiere e delle iniziative che portano il suo nome, all'insegna di beneficenza e responsabilità.

"No, non scommetto, sono una pippa assoluta. Non gioco quasi a niente ma mi piace aiutare società come Sisal Matchpoint per progetti che vadano oltre il betting e che lo promuovano anche facendo del bene e trasmettendo bei valori. I videogiochi? Beh fare la telecronaca di Fifa è una delle cose che mi diverte di più in assoluto!".
Lui è Pierluigi Pardo ed è senz'altro il giornalista più simpatico e travolgente oltre che super competente, del panorama sportivo italiano. Commentatore Mediaset e conduttore del talk show popolarissimo delle stesse reti 'Tiki Taka', Pardo c'entra eccome col mondo del gioco. E dopo alcuni tentativi siamo riusciti a farlo approdare sulle pagine di Gioco News.

Liberi Nantes, 'Pardononperde' e altre iniziative hanno totalizzato milioni di visualizzazioni e di contatti tra Facebook e Twitter: quello che tocca Pierluigi diventa oro in questo mondo e nei social?

"E ci riproviamo con Sisal Matchpoint con il nuovo progetto 'We All Football' in cui forse si sorride di più ma dove i contenuti sono molto importanti visto che si parla di discriminazione femminile nello sport. In ogni caso, sì, è stato un vero successo. I video hanno fatto registrare in totale circa 4 milioni di visualizzazioni su Youtube e sui social network Facebook e Twitter sono stati registrati migliaia di contatti. Oltre a questo progetto, grazie anche alla collaborazione di Roma Cares (la fondazione del club giallorosso), Sisal Matchpoint ha sostenuto l'associazione Liberi Nantes, l'unica associazione sportiva dilettantistica in Italia riconosciuta dall'Uvhcr, attraverso le attività di restauro dello storico Campo XXV Aprile nel quartiere di Pietralata a Roma. Il progetto è stato sostenuto su Internet dall'iniziativa 'Pardononperde', dove ho presentato ogni settimana, prendendo anche spunto dalle tante proposte che arrivavano dagli utenti, una scommessa legata al calcio. Qualsiasi sia stato l’esito della scommessa, è stata effettuata una donazione a Liberi Nantes: in caso di esito positivo è stato donato tutto il ricavato della vincita".
Ma quindi Pardo è anche un grande scommettitore? "Assolutamente no. Anzi, quando abbiamo iniziato a collaborare con Sisal ho proprio premesso di voler partecipare a progetti che fossero legati a finalità socialmente utili e positive. Sono anche diventato amico dei Liberi Nantes, è stata un'esperienza magnifica e anche molto toccante. E comunque sappiate che a scommettere sono veramente scarso".

Il nuovo progetto We All Football parla delle donne e delle loro competenze calcistiche: nel tuo lavoro e nel calcio com'è la situazione? "Ci sono sempre più brave opinioniste e giornaliste della carta stampata che vantano una competenza molto diffusa. Da telecronista credo che manchi una grande voce femminile nelle dirette di calcio che aiuterebbe anche a dare un approccio più morbido alle cronache stesse. E' un peccato che ancora non si sia affermata nessuna collega, è una stranezza di questo mondo ma le competenze ci starebbero eccome".
Dalle telecronache di Serie A e Champions League a quelle dei videogames. Pardo è una persona sempre divertente e solare ma quando sente parlare di questo suo 'secondo lavoro' si illumina: "Ah mi piace e mi diverte tantissimo. Sono stato per sei anni con Pes, da tre lavoro con Fifa e non posso dire la quota di mercato perché non vogliono, ma sta facendo numeri pazzeschi. Per me è un grandissimo riconoscimento essere scelto come la voce che commenterà milioni di partite. È una sensazione magnifica. Poi a Fifa giocano tutti. L'altro giorno il collega Giovanni Floris ha detto di essere appassionato e poi praticamente tutti i calciatori in ritiro o a casa ci giocano. È un mondo meraviglioso”.
Piacevole sì, ma anche duro come lavoro: “La prima volta con Fifa ho passato la primavera in sala di registrazione. Poi ogni anno ora aggiorniamo frasi e situazioni aggiungendole a quelle già campionate e serve meno lavoro. Ma gli sforzi sono ripagati dalla grande soddisfazione che regala questo riconoscimento, come dicevamo”. Insomma, è proprio vero che Pardo non perde mai.
 
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