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Faso, il bassista equilibrista si mette in gioco

  • Scritto da Francesca Mancosu

Faso, al secolo Nicola Fasani, a tutto campo fra il nuovo disco con il Trio Bobo, il tour europeo con gli Elio e Le storie tese e la passione per il baseball.

Storico bassista degli Elio e Le storie tese, speaker radiofonico, presidente (e allenatore degli under 15) della squadra di baseball dell'Ares Milano. Si presenta così Faso, al secolo Nicola Fasani, reduce dal tour con il suo Trio Bobo (con Christian Meyer e Alessio Menconi) e che a marzo ha girato con gli Elii per un mese di concerti in giro per l'Europa, da Budapest a Zurigo.

"A febbraio ho fatto un po' di date per presentare 'Pepper games', nuovo lavoro creato con il Trio Bobo, gruppo nato nel 2002 ma che in realtà ha cominciato a suonare davvero molto dopo. I primi tempi ci siamo 'conosciuti', suonando brani di altri, poi abbiamo pubblicato il nostro primo disco (nel 2005), sempre con il desiderio e il piacere di scrivere, suonare e fare cose di qualità, senza aver fretta di uscire".

La stessa ricetta anima anche il secondo album del Trio, uscito nel novembre 2016: "È un disco suonato in maniera più matura, si sentono le mani più arrugginite con l'età, e sarebbe bello tornare in studio per rifare i brani del primo album ora che siamo riusciti a 'raffinarci'. Una specie di 'effetto Picasso': ci abbiamo messo una vita per tornare a suonare come bambini".

Sospeso, almeno per il momento, l'impegno con il Trio Bobo, Faso è pronto per una nuova avventura con gli Elio e le Storie Tese. "Andiamo a invadere l'Europa! Non abbiamo mai pensato di farlo, credendo che la nostra musica, visto che narra storie molto italiane non fosse adatta per essere suonata fuori. Invece ci siamo resi conto che le nostre sonorità, specie quelle più 'complicate' all'estero piacciono molto, soprattutto in Francia, Inghilterra e Germania, dove il pubblico è più attento alla musica 'suonata'. Porteremo in tour i brani più intensi, le suite progressive, che confluiranno in una doppia compilation".

In parallelo al lavoro da musicista Faso però porta avanti anche altre attività, fra cui spicca la passione per il baseball, vissuta come giocatore, allenatore e commentatore in tv. "Dopo 25 anni in campo e una vita da presidente dimissionario fin dal primo giorno, ora sono nel club degli allenatori. Alleno la squadra under 15 due volte alla settimana e poi la domenica seguo le partite da aprile a settembre. Faccio degli incastri da andar fuori di testa, se non fossi supportato da un'energia inesauribile sverrei, ma credo che si debbano coltivare le passioni, quindi se finisco un concerto alle 2 del mattino a Napoli e il giorno dopo ho la partita vado comunque. È bello relazionarsi con un mondo lontano come quello dei ragazzi, ascoltare cosa dicono, sapere cosa pensano".

Restando in tema di gioco l'occasione è ghiotta per chiedere a Faso qualche notizia del suo rapporto con casinò, videogame e affini, anche alla luce delle esibizioni con gli Elii al Festival di Sanremo. "Io sono soprattutto un cultore dei giochi da tavolo anni Sessanta, mentre ultimamente rifuggo la console. Parlando di casinò, l'esperienza più divertente è stata quella a Las Vegas, tanti anni fa, dove ho visto cose incredibili con slot machine anche nei bagni, a fianco del lavandino. Un paese dei balocchi con tentazioni continue. Con Cesareo (chitarrista del gruppo, Ndr) una sera prima di andare a dormire decidemmo di giocare 10 dollari e basta: la macchina si illuminò e arrivò una signorina con un vassoio e un pacco di contanti:1.500 dollari! Poi ho riprovato anche a Sanremo: mi sono dato un budget di 50 euro dicendomi 'Se vinco bene, se perdo va bene lo stesso'. Approcciato così il gioco mi diverte, ma bisogna stare attenti a non caderci dentro. La presenza dell'alea mi infastidisce, quindi preferisco giochi dove la fortuna ha un ruolo più contenuto, mi piace usare l'ingegno, attivare scelte che mi potrebbero portare alla vittoria. Alla fine la sola fortuna mi annoia".
 
 
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