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Aldo Mola: 'La storia è di casa al casinò'

  • Scritto da Francesca Mancosu

Può una casa da gioco essere un luogo di cultura oltre che di divertimento? A raccontarci come e perché è lo storico e saggista Aldo Mola.

"Un casinò può recuperare la sua funzione originaria, quella di essere promottrice di cultura e non solo quella di essere una casa da gioco".

Ne è convinto Aldo Alessandro Mola, storico e saggista, e appassionato monarchico, che nel corso della sua carriera accademica ha legato più volte il suo nome al Casinò di Sanremo, partecipando a diversi incontri dei "Martedì letterari" ospitati nel teatro dell'Opera, sempre molto seguiti e apprezzati, con approndimenti dedicati all'anniversario della Grande Guerra, e alla Massoneria italiana, con un confronto "storico" tra i grandi maestri del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, e della Gran Loggia d’Italia, Antonio Binni.
Ma fra gli interessi di Mola, protagonisti di alcuni dei suoi saggi, ci sono anche Giosuè Carducci, Silvio Pellico, Giovanni Giolitti, senza dimenticare la storia nascosta del referendum monarchia-repubblica del 2-3 giugno 1946, quella del Risorgimento e dell'Unità (per cui ha curato una collana di diversi volumi) e della monarchia.

"In questi incontri cerchiamo di offrire interventi qualificati su temi complessi, insieme a teologi, scrittori, storici, a confermare l'esigenza di valorizzare una sede come quella del casinò, a cui fanno da sfondo un paesaggio invidiabile, con una tradizione di turismo qualificato. In una terra di confine, del Ponente ligure e anche d'Europa, e che è una delle prime città ad aver avuto una chiesa di culto ortodossa, a due passi dal casinò, dove sono stati sepolti i re del Montenegro, i genitori della regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III".
Temi in apparenza lontani ma sempre d'attualità come il fascino della monarchia, in Italia estromessa dal referendum del 1946 ma ancora rimpianta da molte persone, riunite in svariate associazioni. Come spiegarsi questo perdurante fascino nel 2017? Mola non ha dubbi: "È una realtà ancora presente in Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca, Spagna, dove è la struttura portante del Paese. Bisogna cercare di ragionare su queste tematiche in una visione di lungo periodo, senza pregiudizi,è un argomento che continua a dominare le fantasie e gli interrogativi della storia, come si formano le élite, che ruolo anno. È un po' come interrogarsi sull'amministrazione della chiesa, una realtà che si modifca con il tempo".
 
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