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Netflix punta sul poker, ecco il film 'Win it All'

  • Scritto da Gt

Ecco "Win it All", il film di Netflix da 88 minuti col poker sullo sfondo ma guai ad accomunarlo al solito capolavoro Rounders. 

Da piccolo scommettitore a grande perdente. Comicità, storia d’amore e sullo sfondo il poker. Ma guai, a detta di molti, a paragonarlo col best movie dei pokeristi, Rounders. Gli 88 minuti in onda su Netflix però sembrano imperdibili per chi ama il gioco e queste produzioni online della popolare società di produzione e diffusione di cinema e serie tv in streaming. 

Un ambiente scuro, l’odore di sigaro e un tavolo immerso nel fumo come immersi sono alcuni giocatori. Chi con gli occhiali da sole, chi col cappello. Ecco “Win It All”, la produzione Netflix, appunto, diretto da Joe Swanberg e disponibile sulla piattaforma da un paio di settimane. 

Win It All è la storia di Eddie Garrett, (più che) trentenne perditempo che per pagarsi il vizietto del gioco d’azzardo lavora come parcheggiatore. La sua vita cambia quando un amico – non proprio raccomandabile – gli affida una borsa da conservare prima di andare in galera. Una borsa, manco a dirlo, piena di soldi.

Eddie non riesce a resistere alla tentazione di usare quei soldi per giocare e naturalmente perde. Così si rivolge al fratello, che lo assume nella ditta di famiglia.

Eddie riga dritto per un po’, conosce una bella ragazza e le cose sembrano andare per il verso giusto, dal momento che avrebbe 6 mesi di tempo per guadagnare denaro a sufficienza da rimettere nella borsa ciò che ha tolto – anche grazie a un prestito del fratello.

Il piano però va a rotoli quando Eddie riceve la telefonata dall’amico  che gli annuncia la propria scarcerazione nel giro di una settimana.

Sullo sfondo anche una storia (immancabile) d’amore e poi arriva il poker. Pur accennando al tema delicatissimo della ludopatia “Wint it All” in realtà non lo affronta e non sembra interessato a dare messaggi particolari. Si lascia guardare ma la filosofia del poker non è mai quella di “Rounders” e il messaggio che in questo caso rischia invece di passare è che una partita a poker può salvarti da una spiacevole situazione. Beh, non è proprio quasi mai così. 

 

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