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Speciale Mobile World Congress: tra Mark Zuckerberg e il boom del mobile dei prossimi 5 anni

BARCELLONA - Un ulteriore miliardo di persone diventeranno utenti di telefonia mobile nel corso dei prossimi cinque anni, secondo un nuovo importante rapporto pubblicato al Mobile World Congress 2015 che ha preso il via ieri, a Barcellona. Un opportunità che il mondo del gaming non può certo lasciarsi sfuggire. E anche per questo GiocoNews.it è da diversi anni media partner dell'evento internazionale. Nel nuovo rapporto presentato a Barcellona, dal titolo 'The Mobile Economy: 2015', si prevede che il numero di utenti mobili unici aumenterà da 3,6 miliardi di fine 2014 a oltre 4,6 miliardi entro il 2020, per un aumento del quattro per cento all'anno nel corso di questo periodo. Entro il 2020, quasi il 60 per cento della popolazione complessiva si abbonerà a servizi di telefonia mobile, quando nel 2014 non si raggiunge neanche la metà della popolazione mondiale.

 

Non solo. Lo studio evidenzia anche una rapida migrazione dalle reti mobili 3G/4G verso la banda larga e una crescente adozione di smartphone, che alimenta la crescita di nuovi servizi e applicazioni dati mobili, aprendo una autostrada e una nuova dimensione anche al gioco online. Mentre l'ecosistema mobile continua ad espandersi in portata e dimensioni, l'industria della telefonia mobile prevede di fare un notevole balzo in avanti contribuendo in maniera sempre più significativa al Pil mondiale, puntando a finanziamenti pubblici e a maggiore occupazione, oltre a migliorare la vita di miliardi di cittadini in tutto il mondo. E in questo nuovo (ma neanche troppo) mercato il gioco avrà senz'altro una nuova, grande opportunità.

MEZZO MONDO CONNESSO - "Dieci anni fa, solo un individuo su cinque della popolazione mondiale era abbonato a servizi mobile -  e oggi abbiamo ormai raggiunto il traguardo del 50 per cento: possiamo quindi guardare avanti per il collegamento di un miliardo di nuovi abbonati nel corso dei prossimi cinque anni", ha spiegato Anne Bouverot, direttore generale della Gsma. "Mobile si trova nel cuore di un nuovo ecosistema che sta unendo il mondo digitale e quello fisico, e alimentando la crescita economica. Allo stesso tempo, gli operatori di telefonia mobile continuano a implementare reti intutti gli angoli del pianeta, collegando i cittadini non ancora connessi e affrontando le sfide socio-economiche in settori quali l'inclusione digitale e finanziaria, l'assistenza sanitaria e l'istruzione". E, perché no, il divertimento.

Com'è inevitabile, la penetrazione della banda mobile varia in base alle regioni. In Europa, quasi l'80 per cento della popolazione era abbonata a servizi mobili alla fine del 2014, mentre in Africa sub-sahariana la percentuale è solo del 39 per cento. Pertanto, la crescita degli abbonati a livello globale nel corso dei prossimi cinque anni sarà concentrata inevitabilmente nel mondo in via di sviluppo, trainata dalla crescita e aumentando l'accessibilità dei dispositivi e servizi mobili e in rapida espansione copertura mobile. Si prevede che il numero di connessioni complessive via Sim potrà crescere dai 7,1 miliardi del 2014 a 9 miliardi entro il 2020. Questo implica che ogni abbonato mobile continuerà a tenere conto di circa 1,8 schede Sim, in media, e durante il periodo di riferimento si prevede di raggiungere il numero complessivo di connessioni mobili di 10 miliardi entro il 2020.

FACEBOOK PROTAGONISTA, PAROLA DI ZUCKERBERG – Parlando di connessioni mobile, al giorno d'oggi, non si può fare a meno di parlare di Facebook. Specie dopo che il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha annunciato di voler diffondere internet rendendolo alla portata di tutti. Come ha spiegato lui stesso intervenendo al Mwc di Barcellona, facendosi portavoce del progetto internet.org, che ha proprio l'obiettivo di portate internet a tutti e connettere il mondo. Ma il Ceo Facebook ha dovuto giocare sulla difensiva, in una platea di operatori telefonici, spiegando che: "Non si può dire che Whatsapp e Facebook stiano uccidendo il mercato degli operatori di telefonia". Tesi che risulta essere in contraddizione secondo qualcuno, visto che i servizi dell'azienda, come le chat o le chiamate gratis, tolgono risorse proprio a chi dovrebbe investire sulle infrastrutture.
Ma è una visione che Zuckerberg respinge ai mittenti: "Se gli utenti prima erano pronti a pagare per la voce e gli sms, ora saranno pronti a pagare per i dati. Io non so quale sia il modello di business perfetto per il mondo delle telecomunicazioni, ma so che le nostre app permettono alle persone di essere connesse, e fanno crescere l'utilizzo quotidiano del web. Per questo siamo partner in questo sforzo".
E forse anche per questo Zuckerberg sale sul palco del Mobile World Congress di Barcellona per il secondo anno consecutivo, un po' teso ed emozionato anche questa volta, dovendo intervenire nelle vesti di 'guru' del web. Sta di fatto però che ha riempito l'auditorium anche quest'anno, con una fila interminabile di persone accorse ad ascoltarlo.
Ma quella di internet per tutti è una promessa difficile da portare a termine, e Zuckerberg lo sa: come sa bene che tutto dipende dalle infrastrutture, che sono costruite dagli operatori, e non dai social media: "Sono loro che fanno tutto il lavoro, che spendono decine di miliardi ogni anno. Noi vogliamo aiutare, rendendo disponibili le nostre app e i nostri servizi".

ANCHE I BROWSER PUNTANO AL GAMING – Se i browser si adeguano alle nuove tendenze, è inevitabile che anche in casa Mozilla, come noto, si punta anche su servizi adatti al gaming. In occasione del Mobile World Congress la società si propone con 'Firefox OS', ambiente che spazia dallo smartphone più economico in assoluto fino al settore dei televisori. Annunciando che Mozilla sta collaborando con altri operatori per la creazione di una nuova categoria di smartphone da lanciare nel 2016 in una varietà di forme, bilanciando la semplicità di un telefono di base (chiamate e sms) con le funzionalità più avanzate di uno smartphone come giochi, contenuti, navigazione, player musicali, fotocamera, video, email e navigazione web.

ANCHE ERICSSON PUNTA SU INTRATTENIMENTO - "Tutti pensano che gli smartphone stiano uniformando usi e consumi. E invece per certi versi sta accedendo il contrario". Parola di Rima Qureshi, vice presidente di Ericsson, che racconta al Mobile World Congress di Barcellona  la trasformazione in atto dentro e fuori la sua azienda. Con oltre 2,9 miliardi di connessioni mobili attive (delle quali un miliardo gestite dalla multinazionale per la quale lavora) e il traffico di dati che sta letteralmente esplodendo, nessuno può continuare a basarsi solo sui vecchi e consolidati modelli di business. O adagiarsi a dei luoghi comuni. "Stare in questo mondo significa guardare in tante direzioni diverse, dal cloud all'Internet delle cose, dalle reti mobili al settore delle automobili, dall'intrattenimento ai server per la gestione dei dati. Senza mai dare nulla per scontato".

L'esempio, il primo, viene dal Mobility Rerport che la multinazionale svedese aggiorna periodicamente. Se in Nord America, Corea del Sud e Italia, Facebook è al primo posto fra le app più usate, ma con una percentuale decisamente più alta da noi, pari al 35% del traffico da smartphone, già nelle posizioni alle sue spalle le cose cambiano sensibilmente da Paese a Paese. Negli Stati Uniti Instagram gioca un ruolo maggiore, mentre in Corea in servizio p2p video AfreecaTv è addirittura al secondo posto.

"L'unico vero denominatore comune - prosegue la Qureshi - è che tutti saranno connessi. Ma quel che esprimerà l'Africa fra cinque o dieci anni, sarà diverso da quel che verrà espresso in Europa. Per questo le strategie a lungo termine sono complicate. Diciamo che i servizi cloud, la possibilità di gestire la distribuzione attraverso la nuvola, sono sicuramente un settore nel quale investire. Ma poi bisogna vedere esattamente su cosa".

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