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Purvis (Stanleybet): "Definitivo riconoscimento di accesso al mercato italiano, la Corte ha fatto chiarezza"

  • Scritto da Sara Michelucci
stanleymilanoPlauso del concessionario Stableybet sulla sentenza della Corte di Giustizia Europea in materia di scommesse sportive. David Purvis, ceo del concessionario inglese sottolinea: "Stanleybet riceve dalla Corte di Giustizia il definitivo riconoscimento del suo diritto ad accedere al mercato italiano in condizioni di assoluta parità con gli altri concessionari nazionali. Fine della strada, inoltre, per tutti gli operatori clandestini che si sono serviti della posizione Stanleybet per vantare una legittimità che non avevano. La Corte ha fatto finalmente chiarezza. Oggi i Monopoli, e più in generale le autorità italiane, dovranno riconoscere il diritto di Stanleybet ad operare in un mercato italiano libero, concorrenziale e proporzionato. È un successo di Stanleybet che potrà essere rivendicato solo da operatori che hanno la medesima storia giudiziaria e non certamente dagli operatori comparsi recentemente o da coloro che hanno deciso di accedere al mercato italiano dimostrando così di accettarlo incondizionatamente". A questo punto, il CEO di Stanleybet auspica che venga avviato un confronto diretto tra l'Amministrazione, le organizzazioni rappresentative dei concessionari e Stanleybet per la definitiva risoluzione del contenzioso pendente. "Spero nell'avvio di una nuova stagione di maggiore Giustizia per tutti gli operatori del settore", ha concluso David Purvis.
Dopo la Gambelli e la Placanica, con la sentenza Costa-Cifone la Corta di Giustizia Ue "riconosce per la terza volta le discriminazioni subite da Stanleybet nell'accesso al sistema concessorio italiano. Anche le gare Bersani del 2006, così come le gare Coni del 1999, non superano quindi il vaglio di compatibilità con il diritto dell'Unione Europea, presentando irregolarità e distorsioni irragionevoli e manifestamente contrarie ai principi del Trattato. Le critiche mosse dalla Corte di Giustizia non si limitano al bando Bersani, ma rivelano una portata ben più significativa, potenzialmente devastante, riflettendo condotte reiterate dalle Autorità italiane (Legislatore ed AAMS) in tutti i bandi di gara successivi, fra i quali, la nuova gara delle concessioni on-line e quella delle nuove concessioni VLT, ambedue del 2011".

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