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Di Zanni (Betfair): "Italiani orientati verso prodotti innovativi che offrono nuove esperienze di gioco"

  • Scritto da Sara Michelucci

“Il lancio che ci ha dato maggiori soddisfazioni, anche perché atteso a lungo, è sicuramente quello del Betting Exchange, avvenuto lo scorso 7 aprile. Si è trattato di una vera rivoluzione nel settore, inaugurata in esclusiva da Betfair, grazie alla sua decennale esperienza tecnologica maturata in Gran Bretagna”. Parola di Claudio Di Zanni, Country Manager Betfair Italia che a Gioconews.it delinea le intenzioni dell'operatore nel mercato italiano. “In sintesi, con il Betting Exchange, il giocatore non scommette contro un operatore bensì contro altri utenti, grazie alla piattaforma di Betfair che fa incontrare domanda e offerta, abbinando le opposte scommesse. In questo modo, l’utente diventa il vero protagonista, acquisisce libertà di scelta, potendo decidere se puntare’ (scommettere a favore) o ‘bancare’ (scommettere contro) il verificarsi di un evento.

Inoltre Betfair è l’unico operatore ad offrire il Cash Out, una funzionalità dell’Exchange che permette di incassare la vincita della propria scommessa durante l’evento sportivo. Dopo che la scommessa è stata piazzata, Betfair calcola in tempo reale il valore del Cash Out in base alle quote live dell’incontro su cui si è giocato permettendo all’utente di decidere se incassare o meno le vincite prima del fischio finale e avere pieno controllo sulla propria scommessa.

Dal momento del lancio, in soli 5 mesi, il Betting Exchange si è ben inserito e diffuso nel competitivo mercato italiano delle scommesse, rispondendo positivamente alle nostre aspettative. In questo avvio di stagione, osserviamo al contempo un suo consolidamento e un ulteriore incoraggiante trend di crescita”.

Che bilancio traete dall’estate appena trascorsa?

“L’offerta dell’Exchange in una cornice importante come quella dei Mondiali è stato un banco di prova cruciale ottimamente superato. Durante i 30 giorni della Coppa del Mondo, sono stati infatti scambiati 11,5 milioni di euro sulla piattaforma ‘Punta e Banca’ di Betfair, pari al 15% delle scommesse totali piazzate. Per dare un riferimento, la sola partita Italia – Costarica ha raccolto oltre 240.000 euro. Sempre durante i Mondiali brasiliani, abbiamo avuto un ottimo riscontro dai nostri utenti anche per quanto riguarda le scommesse di tipo tradizionale. E aggiungerei che alcuni di loro hanno anche realizzato grosse vincite: ad esempio, un utente ha pronosticato correttamente l’Esito 1^ Tempo / Finale di Costa Rica – Inghilterra, Italia – Uruguay e Giappone – Colombia vincendo una Multipla dalla sensazionale quota di 198!”.

Quali prodotti contate di lanciare nei prossimi mesi?

“Betfair è un’azienda storicamente votata all’innovazione. Nei prossimi mesi, ci concentreremo sul rafforzamento della nostra offerta, articolata sui nostri tre pilastri: Exchange, Games e Sportsbook, rendendo l’esperienza dei nostri clienti sempre più completa e coinvolgente.

Qual è la frontiera più promettente del gioco made in Italy?

“Il casinò è il settore di mercato che sta crescendo maggiormente se guardiamo al panorama italiano dei giochi online, ma, in generale, gli utenti italiani stanno rispondendo positivamente a tutti i prodotti innovativi che offrono vantaggi tangibili e nuove esperienze di gioco. Con l’Exchange e il Cash Out, per esempio, la scommessa diventa dinamica: consente maggiore interattività e libertà al giocatore e quindi più coinvolgimento e adrenalina rispetto alle scommesse tradizionali, oltre che quote più alte. Con il punta e banca l’utente può mettersi alla prova su diversi livelli di gioco, mentre con il Cash Out può testare il proprio intuito e, per la prima volta in Italia, modificare la propria strategia nel corso del match, in real time. Exchange e Cash Out hanno suscitato un grande interesse e curiosità fin dal loro lancio in Aprile. Il mercato da allora sta crescendo, grazie anche all’ampliamento del palinsesto sportivo, sia in termini di mercati che di competizioni disponibili. L’offerta non si limita al solo calcio, ma si estende anche a basket e tennis, sport quest’ultimo che si dimostra particolarmente adatto al mondo del ‘Punta e Banca’ dato che ogni singolo '15' sposta l’andamento delle quote. Ci aspettiamo quindi che l’Exchange diventi nel prossimo futuro un prodotto di riferimento nel mercato italiano”.

E per quanto riguarda la tipologia di giocatori, “l’identikit dei nostri clienti rispecchia di fatto l’offerta molto variegata che si trova sul sito Betfair, che spazia dalle scommesse tradizionali a quelle più sofisticate. I nostri utenti appaiono sperimentatori, curiosi e dinamici, interessati all’innovazione, sono pronti a mettersi alla prova in nuove esperienze di gioco come dimostra il crescente interesse verso le scommesse di tipo ‘Punta e Banca’ offerte dal Betting Exchange. Studio, strategia, volontà di testare e migliorare le proprie abilità ma anche passione, evasione e ricerca dell’adrenalina, sono i tratti caratteristici di chi sceglie di giocare con Betfair. Tutte caratteristiche ben riassunte dalla funzionalità Cash Out”.

Occhi puntati anche sulla tutela dei minori e la prevenzione del gioco patologico. “Gli strumenti – continua Di Zanni - a tutela del cliente sono vari. Grazie ad un ferrea regolamentazione imposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la presenza di minorenni sui siti di gioco online in Italia è pressoché impossibile, data l'obbligatorietà di comunicare e fornire documenti, codice fiscale e quindi l’età anagrafica al momento dell’apertura del conto. Per quanto concerne la dipendenza da gioco, Betfair è consapevole che per una minoranza di utenti, il gioco diventa un problema e mette a disposizione proprie risorse per aiutare i più vulnerabili. La nostra piattaforma offre la possibilità ai propri clienti di fissare i limiti di deposito e di perdita. Inoltre, in qualsiasi momento, l’utente Betfair può richiedere l’autoesclusione, rendendo impossibile un suo accesso al sito per alcuni mesi oppure per sempre. In merito all'ultimo punto, l’esclusione a tempo indeterminato, sarebbe a nostro avviso opportuna l’istituzione di un database ‘unificato’ e gestito da un organo super partes quale Adm, per garantire la piena efficacia delle misure di autoesclusione adottate dai singoli operatori. Il database avrebbe la finalità di impedire che soggetti con problemi di dipendenza da gioco e ‘autoesclusisi’ da un determinato operatore possano accedere a siti gestiti da altri operatori e continuare quindi a giocare. Il database consentirebbe inoltre alle istituzioni di usufruire di un ulteriore strumento di monitoraggio costantemente aggiornato e specifico per il settore dell'online”.

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