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I book inglesi fanno crollare la quota di Walter Veltroni come presidente della Repubblica italiana

  • Scritto da Cesare Antonini

I bookmaker inglesi fanno crollare la quota di Walter Veltroni come presidente della Repubblica che paga ora 6 punti e mezzo rispetto ai 9 di Romano Prodi che sta prendendo pessime recensioni dai cittadini italiani che non sembrano così contenti di riaverlo nelle alte cariche dello Stato.

E in terza piazza Piero Fassino e Roberta Pinotti a quota 10. Sia chiaro, sono nomi che potrebbero tranquillamente rientrare nella rosa dei 'papabili' del Pd. Matteo Renzi ha detto che non farà nomi fino all'ultimo giorno utile per presentare la candidatura del Partito Democratico. Un presidente di tutti, secondo l'ex primo cittadino di Firenze, ma questi nomi favoriti sembrano andare nella direzione del suo partito.
In Italia, però, si parla poco di Veltroni, sempre meno di Prodi e ancor meno di Fassino.
Se scorriamo la lista troviamo Giuliano Amato a quota 13 che, invece, ci sembra il nome più indicato se non altro perché potrebbe unire tutte le sensibilità politiche.
Intanto nei sondaggi spunta un risultato interessante: per il 77 percento della popolazione il prossimo presidente della Repubblica dovrebbe essere una donna. Il sondaggio realizzato da Ixè per Agorà-Rai 3 dice appunto che il 77% degli italiani vorrebbe una donna al Quirinale e il 69% è favorevole all’elezione diretta del presidente della Repubblica. Il 9% degli intervistati ha detto di non volere una donna come successore di Napolitano mentre il 14% non ha manifestato il suo pensiero.
L'unica considerata quotabile dai book è Roberta Pinotti a 10. Ma difficile che Renzi la tolga dall'incarico al Ministero della Giustizia. Difficile anche Laura Boldrini mentre Linda Lanzillotta pagherebbe 17 volte la posta.
Staremo a vedere anche se questa indicazione su Veltroni mette più di una pulce negli orecchi degli italiani. Italiani che non potranno scommettere sui siti autorizzati su questo mercato che è comunque curioso da seguire per capire se ancora una volta i bookmaker sapranno leggere la realtà molto prima di giornalisti, politologi e politici stessi.

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