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Lega Serie A: 'In Uk il betting finanzia gli stadi, un esempio da seguire'

  • Scritto da Gt

Marco Brunelli e Maurizio Beretta, della Lega Serie A, danno i numeri sulle scommesse calcistiche in Italia ed evidenziano necessità e criticità.

L'ufficio di presidenza della settima commissione Istruzione del Senato è tornato a occuparsi dello stato di salute dlelo sport e nel corso dell'audizione dei rappresentanti della Lega Serie A ci si è soffermati anche sulle scommesse sportive in generale e su quelle calcistiche in particolare, lanciando qualche proposta che prende ad esempio quanto avviene in altri stati europei.
Marco Brunelli, direttore generale della Lega Serie A, ha evidenziato come “l’industria delle scommesse sportive rappresenta un settore di attività che ha dei numeri impressionanti: su una partita del campionato italiano, attualmente, in tutto il mondo si scommettono mediamente 50 milioni di euro - che vuol dire 20 miliardi su tutto il campionato in tutto il mondo (l’80% di questi solo nei mercati asiatici) - e mediamente su una partita di Serie A ci sono una settantina di modalità di scommesse che si possono attivare.

L’idea che tutto questo si possa vietare non appare granchè possibile: il primo contrasto all’illegale è cercare di tenere tutto alla luce del sole. Il problema quindi è capire come riuscire a tenere sotto controllo questo meccanismo in maniera corretta”. Secondo Brunelli “i comportamenti criminali, sia individuali che delle organizzazioni, devono essere sanzionati in maniera drastica. In Italia abbiamo le norme sportive probabilmente più severe da questo punto di vista: oggi sono sanzionati in maniera pesantissima l’alterazione del risultato e la scommessa in quanto tale. Un tesserato che scommette rischia una squalifica di almeno 3 anni, squalifiche pesantissime sono previste anche per l’omessa denuncia”. Fondamentale è anche il monitoraggio e il controllo dei flussi di scommesse è fondamentale: “Siamo parte di un sistema che è monitorato 24 ore su 24 per conto dell’Uefa da una società specializzata che lavora per gran parte delle federazioni mondiali, che tiene sotto controllo tutti i flussi di scommesse su tutte le partite di Serie A e di Serie B. In Italia, anche la Lega Pro fa parte di questo servizio di monitoraggio”.
La parte sua, il presidente della Lega Seria A, Maurizio Beretta, ha ribadito l'opportunità che le scommesse finanzino lo sport, portando come esempio l'Inghilterra, “dove per alcuni anni una percentuale del monte scommesse è stata veicolata per la costruzione di stadi”. Beretta ha ricordato: “Rappresentiamo le venti società che di anno in anno partecipano al massimo campionato, è un parte molto importante del sistema calcistico e sportivo”.
 
LA FIGC – In precedenza in audizione, c'erano stati anche i rappresentanti della Figc, che avevano sottolineano il “ruolo giocato dal calcio nel Sistema Paese” è “sempre più importante e cruciale”, ad esempio sotto il profilo della contribuzione fiscale e previdenziale. “Nel 2013 (ultimo anno con dati disponibili e confrontabili), i contributi per la parte sportiva erogati dal Coni alla Figc ammontano a 62,5 milioni di euro, mentre nello stesso anno il calcio professionistico italiano ha prodotto una contribuzione fiscale e previdenziale pari a 895,1 milioni di euro, che diventano 1.020,6 milioni se consideriamo anche il gettito erariale derivante dalle scommesse sul calcio e 1.052,9 milioni includendo anche i dati derivanti dal calcio dilettantistico e giovanile e dalla contribuzione diretta della Figc”.
I rappresentanti della Federazione italiana giuoco calcio hanno ricordato che “dal 2008, il calcio professionistico fornisce ogni anno un contributo fiscale e previdenziale superiore al miliardo di euro. Nel 2012, in particolare, la contribuzione complessiva si è assestata a quasi 1.023 milioni, con un calo dell’1% rispetto al 2011 e del 4,4% in confronto al massimo livello di 1.070 milioni raggiunto nel 2010. Rispetto al dato complessivo, l’86,5% deriva dalla contribuzione fiscale e previdenziale diretta del sistema professionistico (Serie A, Serie B e Lega Pro), mentre il restante 13,5% è relativo alle scommesse. Negli ultimi 7 anni (dal 2006 al 2012), la contribuzione fiscale e previdenziale diretta del settore professionistico ammonta a quasi 6 miliardi di euro, di cui il 77,3% relativamente alla sola Serie A”.
Osservando più nel dettaglio i dati sulle scommesse sportive “che sono disponibili fino al 2014, emerge con forza il significativo peso del calcio (anche se in leggero calo negli ultimi anni), sport che da solo conta per l’81,3% della raccolta complessiva (3,6 miliardi di euro), seguito a lunga distanza dal tennis (11,3%) e dal basket (4,3%). Analizzando i dati per categoria di manifestazioni, si sottolinea come la Serie A abbia generato nel 2014 quasi 703 milioni di euro di raccolta, per un gettito erariale di 26,4 milioni, seguita dai Mondiali Fifa, dal campionato di Serie B e dalla Uefa Champions League”.
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