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Elezioni Usa: l'FBI azzoppa Clinton, Trump sempre più vicino nelle quote

  • Scritto da Ca

Crollano le quote di Donald Trump per le elezioni presidenziali: l'indagine FBI azzoppa la Clinton che è ancora in vantaggio. 

Mancano 4 giorni alle elezioni per la Casa Bianca dell'8 novembre e, secondo i sondaggi, la distanza tra i due contendenti si è assottigliata: 47 a 45,3% secondo il sito specializzato RealClearPolitics che fa la media dei principali studi pubblicati nelle ultime ore.
Ma cosa dicono i bookmakers, ormai termometro perfetto per qualsiasi evento anche politico o mondano della vita quotidiana? Su Snai.it Hillary Clinton viene bancata a 1,40 mentre Donald Trump a quota 3. Avvicina un po' i due pretendenti alla Casa Bianca Sisal Matchpoint: Trump in questo caso è a 2.75. Ma i segnali che arrivano da alcuni bookmaker esteri sembrano davvero clamorosi: una media di alcune quotazioni elaborate da Gioconews.it dicono che se la Clinton sembra bancabile a 1.44, Trump sembra scendere addirittura a 1.75! I due sono più vicini che mai e, vista la situazione, sembra davvero un investimento più che buono una scommessa su Trump che, almeno in Italia, continua a pagare molto bene.


E pensare che 18 mesi fa Trump era bancato 100 a 1, quasi come quando in alcune scommesse si inseriscono nomi a caso giusto per dare colore alla giocata (Totti al Vaticano, Brad Pitt presidente Usa). In alcuni bookmaker esteri Trump è ancora bancato sulle 2,25 ma la sua quota continua a crollare.
Intanto le Nazioni Unite diffidano il magnate newyorkese, "Le sue opinioni sono sconcertanti" e il settimanale economico contro il tycoon defininendolo "terribilmente inadatto ad essere capo della nazione a cui il resto del mondo democratico guarda".
Ma il tallone d'Achille della Clinton sembra essere la riapertura delle indagini dell’Fbi sulle email della candidata democratica. La rimonta di Trump è in forte rimonta a seguito della bufera mediatica scaturita dalla decisione del direttore dell’Fbi James Comey di informare il Congresso dei nuovi sviluppi sullo scandalo del server privato usato dalla Clinton per inviare email riservate. L’indagine è stata riaperta in seguito all’analisi dei contenuti del computer Anthony Weiner, marito del braccio destro dell’ex segretario di Stato, che è accusato di aver inviato email erotiche a una quindicenne. Contro la scelta di Comey, tra l’altro in contrasto con il parere del dipartimento di Giustizia, è intervenuto mercoledì anche Obama, che ha attaccato il bureau dicendo che “un’inchiesta non si può basare su illazioni e fughe di notizie”. “Il destino del mondo traballa, è nelle mani degli elettori americani. Non ci possiamo permettere Trump presidente. Le email di Hillary sono diventate una controversia politica. Io la conosco e credo in lei” è l’ennesimo endorsement di Barack Obama durante un comizio in Carolina del Nord.
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