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I bookmaker scrivono il futuro di Trump attraverso le quote: prima visita in Russia

  • Scritto da Cesare Antonini

I bookmaker continuano a puntare sulla politica e sulle mosse future di Donald Trump ma il colpo delle elezioni è ancora vivo. 

Le scommesse cercano di riprendersi dalla grande botta (più per i dot com che per quelli di casa nostra) ricevuta dall'elezione di Donald Trump alla casa Bianca. Scrivevamo dei 4,5 milioni di dollari spesi dalla compagnia anglosassone di scommesse Paddy Power per pagare le scommesse ingenti sull'elezione di Trump. Tutta colpa dell'FBI e di quell'inchiesta che ha riaperto i giochi per Donald azzoppando la Clinton. Ma i bookmaker non ci stanno e tornano a giocare su uno dei temi caldi del palinsesto complementare. Circolano già le quote su Michelle Obama come prossima candidata premier ma giocare da qui a 4 anni su questa ipotesi, per ora, è mera suggestione.


Invece ecco che Trump suggerisce altre scommesse come la rielezione nel 2020 che è pagata 4 volte la posta sempre su Paddy Power. Ma attenzione perché una comparizione in tribunale durante la presidenza paga appena 1,5 volte la posta ed è quindi assai probabile con un 10 a 1 anche sulla probabilità che subirà un impeachment.
I bookmaker non sono convinti che alla fine il muro ai confini col Messico verrà eretto e pagano addirittura 20 volte la posta scommessa. Ma questa scommessa è decisamente troppo profittevole per rimanere in piedi anche se Trump ha dichiarato che non si tratterà di un muro vero e proprio.
Quale sarà, inoltre, la prima visita internazionale? La prima telefonata ufficiale pare che Donald l'abbia effettuata a Vladimir Putin. Paddy Power paga alla pari la visita in Russia mentre a quota 2 è allettante un volo in Messico del tycoon, forse per capire la situazione reale sull'immigrazione? A 4 Israeele e Regno Unito a 5 il Canada, altro paese critico con gli States per l'immigrazione e i rapporti economici di stretto vicinato. Spunta la visita in Slovenia a quota 10 mentre l'Italia non è neanche calcolata. La Cina paga 25 a 1 mentre Cuba sta a 50 e la Corea del Nord a 66.
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