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Referendum costituzionale: le quote dicono 'No' ma occhio agli 'indecisi'

  • Scritto da Cesare Antonini

Quote e sondaggi, come cambiano a poche ore dal voto? L'incertezza regna sovrana con una possibile sorpresa per il Sì.

Il 'No' in discreto vantaggio sul 'Sì' al referendum di domenica 4 dicembre che chiede ai cittadini italiani (non è necessario il quorum dei partecipanti) di votare questo quesito: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione' approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 88 del 15 aprile 2016?”. Il rigetto del tentativo di riforma pare confermato sia dai sondaggi sul voto che sulle quote dei bookmaker esteri. Sì perché è impossibile scommettere sul referendum in Italia per il timore di influenzare magari il voto prima e durante la campagna elettorale. Tuttavia vista la grande mole di sondaggi, previsioni (spesso totalmente sballate) e anche quote che qualcuno riesce a vedere e anche a giocare anche se sarebbe vietato.


Ma andiamo a vedere i numeri per capire di quale forbice stiamo parlando nella distanza tra i due 'segni' sulla scheda? Ladbrokes in queste ore ha alzato leggermente la quota del 'No' che rimane favorito a 1,28. Il 'Sì', scende anche lui, a 2,5. Qualche giorno fa il No era sceso addirittura a 1,25 oer poi risalire a 1,29 sempre su Ladbrokes.
Altri bookmaker? Su Skybet, ad esempio e qualche allibratore estero, la quota era scesa a 1,29 per poi rischizzare a 1,26, sempre per il No. Sale la quota per il Sì, che oscilla tra 3,25 e 3,75,
Vantaggio per il No anche nelle preferenze degli scommettitori, secondo i flussi di gioco analizzati da oddschecker su siti esteri (in Italia non è possibile accettare scommesse su eventi politici nazionali): il 59,25% ha puntato sul No, il 40,75% sul Sì.
Qualcosa sembra muoversi per avvicinarsi al voto e si genera sempre maggiore incertezza. Dopo gli ultimi fallimenti (il caso Trump la dice lunga ma anche le ultime politiche) i sondaggisti saranno decisamente più cauti.

 


Tutti i sondaggi referendum 4 dicembre danno il No avanti di 4/5 punti percentuali. Praticamente una vittoria a mani basse, se non fosse per la percentuale di indecisi, che si attesta sul 21%. E che sarà decisiva in un senso o nell’altro.

Se teniamo anche presente che il margine di errore nei sondaggi è di circa il 3% e consideriamo che la stragrande maggioranza degli indecisi fa parte di quella fascia di popolazione che vota per Renzi ma si vergogna a dirlo (come accadeva per Berlusconi…) allora risulta del tutto evidente che la vittoria del No non è affatto certa.

 

Anzi, viene il sospetto che in realtà il Sì possa trionfare, seppur con un margine molto ridotto.

E questo sospetto viene avvalorato da Index Research, l’unico istituto italiano che ha preso in considerazione gli indecisi, gli unici che possono condizionare fortemente il voto. Sono più orientati al Sì che al No e la proiezione indica il 50,8% proprio per l'ok al quesito referendario.
Difficile avere un'idea chiara. Mai come stavolta. Nella serata del 4 vedremo chi ha detto le cose più giuste 'antepost'.

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