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Scommesse e referendum: stavolta bookie e scommettitori perfetti

  • Scritto da Cesare Antonini

Bookmaker, quote e scommettitori indovinano il pronostico sul referendum costituzionale italiano, i sondaggi meno. 

Mai come stavolta bookmaker e sondaggisti hanno preso in pieno i pronostici antepost sul referendum costituzionale italiano. Premessa da non dimenticare mai: in Italia non è possibile aprire scommesse su elezioni ed eventi politici per non condizionare in alcun modo l'andamento degli stessi. Ma all'estero si è scommesso, come avevamo già detto a pochi giorni dal voto, e il dato che era emerso è stato davvero profetico stavolta: gli ultimi flussi di gioco dicevano che il 59,25% degli scommettitori aveva puntato sul No, il 40,75% sul Sì.
Qualche bookmaker alla vigilia del voto, come Ladbrokes, aveva alzato leggermente la quota del 'No' a 1,28 ma rimaneva favorito sul 'Sì' che era sceso a 2,5 volte la posta scommessa.


Nelle ultime settimane la quota era scesa da 1,36 a 1,30 su Paddy Power, da 1,36 a 1,29 su SkyBet. Di contro saliva la quota per il 'Sì', che oscillava tra 3,25 e 3,75, diversamente da qualche giorno fa, quando la punta massima nelle quote era 3,50.
Se i flussi di scommesse avevano azzeccato quasi al decimale la vittoria del 'No', così come la proporzione delle quote che dava un vantaggio assai realistico rispetto alle proporzione dei numeri, i sondaggi indovinano l'esito ma rimangono molto prudenti sul 'risultato esatto'.
Quelli che avevamo consultato oscillavano dal 52 al 55% rimanendo forse un po' cauti. Anche gli exit poll avevano palesato la vittoria del 'No' ma mantenendo forbici di discostamento assai ampie tra una 'forchetta' e l'altra e rimanendo più orientati sul 55% che verso il 60%. A suo modo è una mezza sconfitta per chi è abituato spesso a non indovinarci mai.
Curioso il caso di un sito di Bitcoin, Betmoose, che aveva lanciato delle scommesse al suo interno sull'esito referendario. Si potevano piazzare micromonete sui due esiti e il 'No' alla fine si era attestato al 66,05% netto contro un 33,94% del 'Sì' che era dato per spacciato. Tutti scommettitori esteri, per la maggior parte, e anche se il field era piuttosto ridotto il segnale è sembrato essere assai interessante.
Dopo lo scivolone sulle presidenziali Usa e in parte sul Brexit, stavolta i bookmaker e gli scommettitori non cadono in errore. C'era giusto un margine piuttosto ampio di indecisi che, alla fine, si sono scoperti più decisi che mai: sia ad andare a votare che a siglare il 'No'. E le speranze del Sì di giocarsela quanto meno sul filo sono andate a farsi benedire.
Non dovrebbero esserci state scommesse folli come avvenuto su Trump o Clinton ma è ancora presto. Intanto i bookis pagano il 'Sì' limitando i danni. Staremo a vedere.
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