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Guerra a infiltrazioni criminali nello sport, Italia in pole position

  • Scritto da Redazione

Investigatori a scuola per combattere al meglio il fenomeno delle infiltrazioni criminali nel mondo sportivo.

Si conclude oggi 27 gennaio la due giorni di training, organizzata dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Criminalpol in materia di contrasto alla corruzione ed alle infiltrazioni criminali nel mondo sportivo.
Il concept di questo primo corso è stato incentrato sulla formazione comune degli investigatori del settore, condividere le conoscenze e gli strumenti nazionali e transnazionali per contrastare in maniera più efficace un fenomeno criminale sempre più diffuso nel mondo.
L’espansione del volume d’affari di questa attività criminale e le conseguenze che essa determina nello sport hanno portato ad una ancor più stretta collaborazione tra il Segretariato Generale Interpol di Lione, il Cio e le sue diramazioni a livello nazionale, l’agenzia delle Dogane e Monopoli, l’Agenzia Internazionale Sportradar e gli specialisti italiani di investigazioni finanziarie, quali Scico, Sco, Squadre Mobili della Polizia di Stato e Nuclei Investigativi dei Carabinieri.
I lavori sono stati conclusi dal direttore dello Scip – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il Dirigente Superiore della Polizia di Stato, Gennaro Capoluongo, il quale ha dichiarato “l’Italia è fortemente impegnata in questo settore perché il fenomeno della corruzione in ambito sportivo si è manifestato varie volte e numerose indagini di polizia ne sono la dimostrazione (Last bet della Procura di Cremona, Dirty Soccer in Calabria etc.) . E’ necessaria la condivisione con gli altri stati degli strumenti legislativi. In queste giornate è stata posta la pietra miliare sulle procedure che devono indirizzare le attività degli inquirenti, affinché possano interloquire con strumenti e linguaggio comune. Dal 2011 lo Scip, attraverso il proprio Punto di Contatto, svolge un ruolo di coordinamento tra le indagini italiane e quelle transnazionali, essendo parte integrante della ‘Interpol Match Fixing Task Force’, della quale fanno parte già 75 paesi dei cinque continenti”.

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