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Essa: 'Secondo trimestre 2017, 53 casi di scommesse sospette'

  • Scritto da Redazione

Nel secondo trimestre 2017 l'Essa (Sports Betting Integrity) segnala 53 casi di scommesse sospette, 31 quelle nel tennis.

L'Essa, l'organismo per l'integrità delle scommesse internazionali segnala 53 casi di scommesse sospette nel secondo trimestre del 2017. Di questi, 31 riguardano il tennis, 15 il calcio, 5 la pallacanestro, uno la pallamano e uno la pallavolo.

Per il segretario generale di Essa, Khalid Ali: "Le questioni di integrità delle scommesse continuano ad essere un argomento fondamentale del confronto a livello nazionale e internazionale. A tal fine, il Consiglio d'Europa (CoE) ha chiesto ad Essa di presentare una relazione per conto dell'industria delle scommesse sportive private.
Le sfide che devono affrontare gli operatori regolamentati per alimentare gli sforzi costanti del CoE per ratificare la convenzione per il match fixing e attuare le norme internazionali. In questo importante processo si inserirà anche la conferenza di Essa sull'integrità sportiva in programma a Londra il 12 ottobre".


Il rapporto di integrità di Essa comprende articoli del professor Nolte, dell'Istituto di diritto sportivo presso la Università di Colonia, che commenta i fallimenti del regolamento sul gioco attualmente in vigore in Germania, e di Ian Smith, Commissario per l'integrità per l'integrità dell'eSports Coalition (Esic), che spiega come l'Esic si occupi di minacce legate alle scommesse per il settore.
 

L'Essa mantiene la propria posizione nei forum sul match fixing alla Commissione Europea, al Consiglio d'Europa e al Comitato olimpico internazionale. Sta guidando una serie di attività volte ad affrontare il match fixing, compreso un programma di educazione per i giocatori con gli atleti dell'Unione europea e un progetto internazionale di contrasto con Transparency International, organizzazione che dà voce ai testimoni e alle vittime di corruzione, che ha recentemente concluso un progetto di 18 mesi con il Consiglio d'Europa.
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