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Il videogame rende aggressivi? La domanda vola in Commissione europea

  • Scritto da Sara Michelucci

I videogiochi fanno bene o male? Torna l'atavica discussione sul tema e questa volta a essere coinvolta è l’Europa, con la presentazione di un’interrogazione sulla correlazione tra utilizzo di videogiochi e tendenze aggressive degli adolescenti.

A presentarla è l’eurodeputato Sergio Paolo Francesco Silvestris (Ppe), il quale sottolinea: “Il tempo sempre maggiore che gli adolescenti trascorrono davanti ai videogiochi ha posto all'attenzione di diversi osservatori il tema del nesso tra l'uso eccessivo di questa forma di intrattenimento e il grado di violenza cui un adolescente può tendere. Un saggio recentemente scritto da due psichiatri nega questa correlazione, mentre uno studio condotto presso l'università di Oxford mette invece in relazione l'aggressività del giocatore alle dinamiche di gioco. Tale studio afferma che, giocando con un videogioco che presenta un gameplay o più in generale un design mal progettato, il livello di frustrazione cresce generando aggressività e arriva a concludere che la necessità dei videogiocatori di padroneggiare i comandi di gioco è più importante dei contenuti, perché gli utenti hanno bisogno di uscire vincitori da una sessione di gioco”.

 

LE RICHIESTE ALL’EUROPA - Alla luce di questo studio, il parlamentare europeo chiede alla Commissione di chiarire se dispone di dati o è a conoscenza di studi che mettano in relazione la tendenza all’aggressività e gli stimoli ricevuti tramite i videogiochi; se è a conoscenza di altri studi autorevoli in materia e se esistono azioni, condotte a livello europeo transnazionale, per sensibilizzare la cittadinanza in merito all’influenza che i videogiochi possono avere sugli adolescenti”.

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