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Eag e Vae expo: l’intrattenimento fa (ancora) spettacolo

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Londra apre di nuovo le porte al mondo dell’amusement con la fiera Eag Expo, che punta forte sull’unione con l’evento Vae, dedicato ai parchi a tema.

Londra – Dio salvi la Regina, ma anche l’intrattenimento. O più semplicemente, a farlo, dovrebbe essere il Legislatore (almeno riguardo al settore), intervenendo su un settore che chiede da anni di essere rilanciare e sostenuto. In Italia e nel mondo. Sì, perché se le altre forme di gioco con vincita in denaro si scontrano notoriamente con molteplici detrattori, per via dei rischi legati alle derive patologiche che possono essere legati a questa attività, per il settore dell’intrattenimento tutto questo non esiste. E l’unico rischio che può correre un giocatore in caso di eccessi è quello, semmai, di divertirsi troppo. Una semplice e fin troppo banale considerazione, utile però a spiegare la valenza strategica di questo mondo, che va ben al di là alla mera esistenza di un mercato (che non va comunque dimenticato) e, quindi, di una economia, ma dovrebbe risultare imprescindibile per garantire un’offerta di gioco più variegata e, quindi, meglio sostenibile. Si pensi all’Italia, dove da anni ormai si conducono autentiche crociate contro il mondo del gioco per i disagi in termini sociali e sanitari: tra le risposte da parte dello Stato ci si aspetterebbe una qualche politica che, tra le varie cose, risulti in grado di rilanciare e far sviluppare quella parte dell’intrattenimento priva di controindicazioni. Invece, ironia della sorte (e peccato mortale!), tutto ciò non accade. Anzi, al contrario, il settore dell’amusement sembra essere messo a repentaglio proprio da una serie di politiche decisamente miopi, quando non addirittura insensate, che stanno compromettendo l’attività. Come descritto in maniera dettagliata nello speciale dedicato a questo comparto e alla fiera di Londra dalla rivista Gioco News di gennaio.


LO STATO DEL SETTORE - Come detto, tuttavia, le difficoltà per questo settore non esistono soltanto in Italia: anche se noi, nel nostro piccolo, ci stiamo mettendo del nostro per rendere lo scenario ancora più complesso (si pensi alle leggi regionali che vietano i giochi per bambini ai minori di 18 anni!). In realtà, l’industria del videogame ha conosciuto una drastica flessione negli ultimi anni un po’ in tutta Europa, a causa dell’evidente spostamento verso i giochi a vincita, conseguenza della mutazione degli usi e consumi della società. Il mercato, però, non è affatto morto. E si presenta ancora oggi in tutto il suo splendore alla fiera di Londra Eag Expo. Il punto di riferimento in Europa per questo settore, che quest’anno, nella sua ottava edizione consecutiva, rilancia: puntando ancora più forte sul connubio con l’altro evento Vae, Visitor Attraction Expo, dedicato ai parchi a tema e agli spettacoli viaggianti, per il quale l'edizione attuale diventa la numero tre. Due show che si combinano con l'obiettivo di offrire un buon inizio anno all’industria dell’intrattenimento, proponendo, come tradizione vuole, le migliori novità pronte ad uscire sul mercato del Vecchio Continente. E anche nel 2017 si attendono molte novità, come spiega la responsabile dell’evento Karen Cooke, nell’intervista concessa alla nostra rivista, che rivela un settore tutt'altro che in crisi. Dove l'Italia gioca ancora un ruolo determinante.
Non possiamo tuttavia nasconderci dietro a un dito: e come risulta evidente – dall'intervista e dalla fiera più in generale – la realtà è che il nostro paese ha ancora molto da imparare all'estero. Sia a livello di industria che dal punto di vista regolamentare. Per quanto il Legislatore, come abbiamo già detto, le colpe sono piuttosto evidenti, visto che non si è riusciti a valorizzare questo mercato, finendo, al contrario, per ostacolarlo in vari modi. Anche gli operatori però, dal canto loro, hanno qualche responsabilità: l'abbandono nei confronti del gioco di 'puro' intrattenimento dipende in parte anche da loro stessi, che nella maggior parte dei casi non hanno esitato a liberarsi di questi giochi per far posto alle slot machine. In risposta alle richieste del pubblico, non c'è dubbio, ma senza neppure tentare di cambiare troppo la rotta, con i risultati che conosciamo. Invece, una delle lezioni che ci offre l'Eag di Londra, è proprio questa. Scoprendo come, nel resto d'Europa, gli operatori del gaming stanno riscoprendo i giochi senza vincita in denaro, nelle varie forme che esistono oggi, per offrire una fonte di entrata in più nelle proprie location. Possibile che anche in questo non si possa dire: tutto il mondo è paese?
 
LA NUOVA VITA DELL'AMUSEMENT - La responsabile di Eag Expo, Karen Cooke, descrive il nuovo corso del mercato e spiega il ruolo ancora strategico rivestito dall'Italia. “Eag e Vae – spiega la manager a GiocoNews.it - sono due show 'business to business' che si rivolgo pertanto esclusivamente all'industria e agli addetti ai lavori e anche quest'anno ci aspettiamo la partecipazione di oltre cinquemila operatori del settore. L'anno scorso abbiamo accolto visitatori provenienti da più di 60 paesi diversi. Una gran parte dei visitatori sono acquirenti o uomini chiave dell'industria che vengono a vedere e scoprire i prodotti più recenti e pronti a debuttare sul mercato, oltre a creare contatti e a partecipare ai nostri seminari”.
Come evento specializzato nel settore dell'intrattenimento, cosa ne pensa di questo mercato, specialmente in questo particolare momento storico? Vede un possibile declino o crede in un futuro di questo settore?
“Dal nostro punto di vista il mercato sembra ancora in buona salute e questo è ciò che ci stanno dicendo i nostri espositori. Il dato realmente positivo è che la base del mercato si sta ampliando, poichè tutti i tipi di location adottano delle apparecchiatura d'intrattenimento per migliorare la loro offerta rivolta al pubblico come strategia per ampliare le fonti di entrate e generare maggior reddito. E questo aspetto sta dando notevoli benefici al settore”.
Eag è l'evento di riferimento per tutta l'industria europea e quindi anche per l'Italia; che tipo di interesse vede da parte degli italiani, sia in termini di espositori che di visitatori?
“L'Italia è da sempre molto importante per Eag e Vae e per l'industria in generale in quanto è sede di molti produttori leader di questo settore. L'edizione di quest'anno dello show è caratterizzata dalla presenza di cinque stand di altrettante aziende italiane che tra di loro mostrano i prodotti di un gran numero di produttori italiani. Per quanto riguarda i visitatori, circa l'11 percento del pubblico di Eag-Vae proviene dall'Italia, quindi possiamo dire senza esitazione che si tratta di un numero molto significativo”.
 
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