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I (video)giochi cambiano le vite: in Uk il progetto per disabili

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Al Mobile Games Forum di Londra presente anche Special Effect: la no profit che si occupa dei disabili attraverso i videogiochi.

Londra - Riportare il divertimento e la socializzazione nella vita delle persone con disabilità fisiche, aiutandoli a giocare ai videogiochi. E’ l’obiettivo al centro dell’attività di Special Effect, l’organismo britannico senza scopo di lucro che si propone di sfruttare le tecnologie video-ludiche per migliorare la vita delle persone meno fortunate. Un progetto avviato da diversi anni che è stato promosso anche in occasione del Mobile Games Forum di Londra, in corso di svolgimento al centro espositivo Queen Elizabeth.

Utilizzando le nuove tecnologie che vanno dai joypad modificati ai controller oculari, l’organismo, che ha sede a Charlbury, in Oxfordshire sostiene di aver trovato un modo che permette alle persone disabili di giocare al meglio delle proprie capacità. Ma non lo stanno facendo solo per divertimento.

 

Aumentando di livello l’esperienza di gioco, Special Effect sta mettendo insieme famiglie ed amici, riuscendo ad avere un impatto profondamente positivo sulla terapia, la fiducia e la riabilitazione dei soggetti disabili.
L’USO DELLA TECNOLOGIA - le capacità di ogni individuo sono diverse. Per questa ragione Special Effect visita le persone per scoprire quello a cui vogliono giocare e cosa hanno esattamente bisogno per poterlo fare. Provvedendo a soddisfare il bisogno di ognuno, modificando o creare apparecchiature specifiche che vengono prestate a queste persone, dandogli il sostegno necessario per fare in modo che possano ottenere il meglio da questi strumenti.
Si va dal controller di gioco modificato ai sistemi di controllo oculare, ognuno dei quali viene personalizzato in base alle esigenze. A volte anche aggiungendo comandi vocale o un joystick manovrabile dal mento, quando necessario. Oppure semplicemente spostando tasti e leve da un joypad. Ci sono centinaia di soluzioni in innumerevoli combinazioni, ed è proprio questo il lavoro di Special Effect. Che assicura: “Non vendiamo apparecchiature o programmi per noi stessi, in questo modo possiamo essere sicuri che se troviamo una soluzione a una richiesta questa sarà esattamente ideale per risolvere il problema manifestato da una specifica persona”.
Tutti possono contribuire alla causa di Special Effect attraverso una donazione, anche sistematica (esiste per esempio un piano di contributo fisso di 4 sterline al mese), sia da privati che da aziende.
 
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