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Valencia, lavoratori arcade in protesta: 'Vogliamo lavorare'

  • Scritto da Redazione

Amusement fermo da quasi 3 mesi, 300 persone in piazza per protestare. Altre comunità autonome spagnole non hanno chiuso il settore.

 

 

Oltre 300 lavoratori del settore arcade della comunità valenciana sono scesi in piazza per protestare contro la chiusura importa dal governo locale, che da più di 80 giorni li obbliga a tenere spente le macchine e chiuse tutte le attività.

L'Utsaju, il sindacato dei lavoratori delle sale da gioco, ha organizzato la protesta davanti al Palau de la Generalitat, lamentanto il fatto che "nella maggior parte delle comunità autonome della Spagna le sale gioco sono aperte", accusando l'autorità locale di tenere chiuso il loro settore senza una buona ragione.

Vicente Contreras, portavoce del sindacato, ha spiegato che "le sale gioco sono chiuse dal 21 gennaio e le 2.500 persone che lavorano in questo settore non sanno quando saranno in grado di lavorare di nuovo". Ma oltre a queste ci sono altre 15.000 persone indirettamente impiegate dall'industria del gioco nella comunità valenciana.

"Sono stati fissati protocolli e misure che vanno ben oltre quanto è strettamente obbligatorio - spiega ancora Contreras -: controllo della temperatura, installazione di schermi di separazione, garanzia di mantenimento delle distanze fisiche e ventilazione costante e ricambio dell'aria tra molti altri. Inoltre tutti i lavoratori hanno ricevuto una formazione specifica e in ogni stanza c'è un responsabile che garantisce il rispetto di tutte le misure sanitarie".

"Questa è una delle poche attività in cui vi è un controllo capillare sulle persone che accedono ai locali. Ciò garantisce non solo il controllo della capacità, ma anche la tracciabilità nell'ipotetico caso di contagio, cosa che peraltro, fin dall'inizio della pandemia, non si è mai verificata, in nessuno dei locali".

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