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Vietato giocare: in Italia parchi giochi non accessibili a disabili

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

Solo il 5 percento dei parchi gioco italiani è adatto ai bambini con disabilità: eppure le giostre come gli scivoli e le altalene accessibili esistono.

Non è un paese per disabili. Neanche nei giochi. Solo il 5 percento dei parchi gioco della Penisola risulta accessibile ai bambini con disabilità. Il dato – emerso dalla piattaforma online “Parchi per tutti”, fondata da Claudia Protti e Raffaella Bedetti di Rimini, mamme di tre bimbi - parla chiaro e si traduce in esclusione per i bambini portatori di handicap. In Italia sono pochissimi i parchi gioco completamente accessibili: per una evidente arretratezza culturale, soprattutto in determinate regioni, per lo più del Sud, dove le giostre fruibili dai bambini disabili si contano sulle dita di una mano.
Anche se non esiste una mappatura ufficiale dei parchi gioco inclusivi, dal report della piattaforma, diventata un sito web che raccoglie dati e statistiche aggiornate sui parchi gioco accessibili, emergono numeri impietosi: i parchi gioco totalmente inclusivi, dove cioè tutti i giochi sono accessibili ai disabili, sono soltanto 62 in tutta Italia, mentre quelli parzialmente inclusivi, dove sono accessibili almeno una parte delle giostre, sono 296. Ammontano invece a 418 le altalene accessibili ai bambini in carrozzina.

Tra le regioni più virtuose ci sono Lombardia (che elargisce fondi ai comuni che vogliono realizzare giostre accessibili), Campania, Toscana, Puglia. A complicare la situazione, il fatto che sul tema non esiste neppure una normativa di riferimento e le iniziative sono lasciate all’intraprendenza di amministrazioni pubbliche o di privati sensibili al problema. Tutto questo a fronte dell’articolo 7 della Convenzione Onu, secondo cui i bambini con disabilità hanno diritto al pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali su base di eguaglianza con gli altri bambini, mentre all’articolo 30 impegna gli Stati membri a incoraggiare la partecipazione delle persone con disabilità alla vita culturale, alle attività ricreative, al tempo libero e allo sport.
Secondo Uildm, l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare che da oltre 55 anni promuove la ricerca scientifica e la piena inclusione delle persone con disabilità, la carenza di parchi gioco accessibili è un problema pratico ma soprattutto culturale, mentre nelle altre nazioni europee, soprattutto nei Paesi del nord, c’è una maggiore sensibilità sul tema. Mentre in Italia persiste un concetto del disabile che deve restare chiuso tra le mura domestiche.
Sempre secondo la Uildm, i Comuni più virtuosi sono Milano, Arezzo, Pesaro, Gorizia, e Parma. Proprio a Milano, nelle scorse settimane, è stato inaugurato il parco di Villa Finzi, formato da undici giochi completamente accessibili, insieme a diciassette metri quadrati di pavimentazione smorza-caduta. Il parco è stato realizzato dall Fondazione Comunità di Milano, che ha individuato nei bisogni dei bambini e nella disabilità, in particolare nel diritto al gioco per tutti, una priorità d’interesse generale.
 
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