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Covid-19, Horse angels: 'Ippica riparta a porte chiuse dalla fine di aprile'

Horse angels auspica la ripresa dell'ippica a porte chiuse a fine aprile, in virtù della possibilità ventilata dal Governo di allentare le maglie delle restrizioni per il Covid-19 per alcune attività.

"In riferimento a quanto comunicato dal Governo come informativa al Parlamento, delle misure contro l'emergenza per il nuovo coronavirus, e della gradualità delle ripartenze delle attività produttive, forse già da fine aprile, riteniamo che la riapertura di ippica e sella a porte chiuse sia tra le attività da legittimare alle dovute condizioni di sanità e igiene. Il nostro settore non ha ammortizzatori sociali. Molti cavalli non hanno più di che mangiare. Molti operatori neppure. Abbiamo già raccolto oltre 18.000 firme a denunciare l'emergenza per la filiera del cavallo a questo link".

A puntualizzarlo è Roberta Ravello, di Horse Angels, organizzazione di volontariato per la tutela di ambiente, animali e persone, nelle loro correlazioni, particolarmente nel mondo del cavallo e a 360 gradi.

"Quelle con i cavalli sono attività ad aria aperta, dove il distanziamento sociale tra umani è già la norma e, dove non lo era, può essere introdotto senza problemi insieme a tutte le altre misure di sicurezza e igiene che i ministeri dedicati possono approntare e diffondere attraverso un comitato tecnico scientifico. Nel sella poi la stragrande maggioranza di operatori, utenti e proprietari di cavalli sono donne, e come hanno evidenziato gli scienziati, esse sono meno a rischio degli uomini di contrarre un Covid-19 con sintomatologia mortale, oltre a essere più inclini, di natura, a rispettare regolamenti sanitari per la propria e altrui sicurezza", prosegue Ravello.
E ancora, quello dell'ippica e della sella "è un settore dove raramente le persone hanno più di 50 anni. Riteniamo che adottando tutte le misure di sicurezza, dando un limite per età, se necessario ricorrendo a 'discriminazioni di genere', e con una ripartenza graduale, magari a partire dalle regioni meno colpite dal coronavirus, si possa dare il permesso alle attività in seria difficoltà di ripartire, richiamando chi è a rischio, immunodepresso, ha più patologie, a cautelarsi auto prorogandosi misure di contenimento fino a tutto il tempo necessario, senza impedire però a chi deve affrontare un rischio basso di contagio, di poter riprendere l'attività assieme ad altre attività produttive che verranno legittimate, per provvedere alla propria sussistenza e a quella dei propri animali.
Vivere di elemosina è poco dignitoso per il nostro settore. Chi vuole e può lavorare, è in grado di rispettare la normativa, deve poter ripartire insieme alle altre attività produttive che verranno legittimate al primo scaglione disponibile".
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