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Ippodromo La Maura: Canto dei venti suona la carica, tris per Gocciadoro

  • Scritto da Redazione

Alessandro Gocciadoro protagonista - con un triplete - nel venerdì di corse all'ippodromo Snai La Maura di Milano, spicca il successo di Canto dei Venti nel Premio Louvre.

All’ippodromo Snai La Maura di Milano venerdì pomeriggio che, dopo il 3-3 di martedì scorso, vede un Alessandro Gocciadoro calare un altro triplete, anche se ha mancato il percorso netto a causa di Boy Chuc Sm, “soltanto” secondo. Ma i numeri del driver emiliano fanno poca
notizia, ormai. Resta da dire di un paio di soggetti capaci di fornire prestazioni eccellenti e dei tanti record registrati nel pomeriggio su una pista perfetta.


In realtà nel Premio Louvre, la maiden sui 1650 metri per i cavalli di 2 anni, abbiamo ammirato due soggetti di bell’avvenire: Canto dei Venti, training da programma di Enrico Fiaschi con Alessandro Gocciadoro ai comandi, è rientrato al via a Canzone D’Amore, ha tenuto ritmo brillante (km in 1.14.8) e in retta ha allungato ancora salvandosi dall’attacco di un’ottima Calypso Roc, all’esterno sin dal via, capace di avvicinare gradualmente il battistrada nonostante l’andatura elevata e di rendersi molto minacciosa in retta, terminando ad una corta testa dal vincitore.

Per l’alfiere della scuderia Barbalberto prima vittoria al quarto tentativo e record di 1.14.1; per la portacolori della scuderia Sant’Eusebio seconda piazza d’onore, alternate a due errori, ma con l’impressione di un potenziale notevole, considerata la meccanica ancora perfettibile. Promettente anche il debutto di Carisma Bi, che ha finito in pista al terzo posto dopo corsa prudente, da attendere più “spigliata” già dalla prossima uscita.
 
Alessandro Gocciadoro ha poi ripresentato alla grande Aston Bar nel Premio Patrick: assente dalle piste da metà febbraio, il portacolori della scuderia 4 Amici al Bar è passato al comando dopo 400 metri ed è stato capace di esprimersi al record di 1.11.7 ribattendo colpo su colpo al pressing di uno strepitoso Adam Kirby Col, per tutto il percorso allo scoperto e in grado di insidiare il vincitore sin sul traguardo. Ottima anche Allegra Ok, che ha agito in seconda pariglia e in retta si è unita alla lotta, terminando terza a contatto.

Il sigillo finale in chiusura con Black Beauty Key nel Premio Oreste, la condizionata per i 3 anni: in seconda pariglia lungo il percorso, il portacolori di Nazzareno Cogliani ha sfruttato al meglio il “lavoro sporco” di Black White Zs, che si è impegnato con un pressing costante a fiaccare la resistenza del battistrada Baroncini Jet, per scattare in retta e centrare il terzo successo consecutivo, al nuovo limite di 1.13.9. Black White Zs ha corso con grande generosità e ha salvato almeno il secondo posto da Bomber Bi, finito forte a centro pista dopo essersi liberato tardi, con il battistrada Baroncini Jet costretto ad arrendersi in retta al quarto posto.

Ad aprire il pomeriggio erano stati i 4 anni impegnati nel Premio Vi Dor, sui 1650 metri: tutto facile per il favorito Alter Ego Club, che Pietro Gubellini ha subito portato senza spesa al comando gestendo liberamente il ritmo nella prima metà corsa: il figlio di Sj’s Caviar ha accelerato in progressione nei 600 finali e ha tenuto a distanza i rivali cogliendo il terzo successo della carriera, a media di 1.13.2. L’appostato Alcatraz Club ha salvato il secondo posto dall’affondo di una brillante Amelie Gso, migliorata in terza ruota sull’ultima curva.

Gentlemen protagonisti nel Premio Martin Prav con anziani di cat. D/E sulla distanza del miglio e vittoria di un arrembante Usual Kronos, con Filippo Monti in sediolo: dalla terza pariglia, il cavallo allenato da Cristian Rizzo scattava in terza ruota poco prima del km, aggirava uno spento Rue du Bac e Velina Vald e andava ad attaccare il battistrada Jolly Roy (km in 1.13), sottomettendolo dopo bel testa a testa in zona traguardo, a media di 1.12.5. Per il terzo con bel finale a centro pista Zumba Bi stampava Velina Vald e Zar dei Baba, un po’ in affanno in retta.

Ha rispettate le attese il netto favorito Santiago De Leon nel Premio Marquez, la “maratonina” a resa di metri per soggetti di cat. E/F/G, ma l’idea è che Zagor Roc senza l’errore ai 600 finali sarebbe stato un rivale tosto: il portacolori della Sant’Eusebio aveva liquidato la “lepre” Zirconio Cr (km in 1.13.8, miglio in 1.58) ormai in debito di ossigeno e sembrava in piena spinta, ma ne ha combinata una delle sue gettandosi di galoppo. Santiago de Leon si è ritrovato così secondo alle spalle del nuovo leader Revillon, lo ha affiancato e in retta è passato facile. Ritorno alla vittoria a media di 1.14.4 sui 2740 metri per l’allievo di Holger Ehlert
guidato da Roberto Vecchione, davanti a Revillon e all’altro estremo penalizzato Unicum Bi.
 
Nel Premio Defilé Beatrice Boy si è ritrovata al comando sugli errori sulla prima curva di Bufera Spritz e Blondie Jet e a quel punto ha deciso di giocarsela in testa, opponendosi a Boy Chuc Sm deciso nel chiederle strada: i due hanno completato in dibattito aperto il primo km in 1.13.2, ma la battistrada è stata capace di rientrante all’attaccante e di resistere sino in fondo, firmando la migliore performance della carriera e chiaramente anche il nuovo personale: 1.13.9. Boy Chuc Sm ha salvato il secondo posto da Bella Cam, che ha recuperato molto sui primi due nel mezzo giro finale.
 
Altro vittorioso percorso d’avanguardia e altro record nel Premio Ora D’Oblio, protagonista una Zoe Ferm che quando può correre davanti diventa un brutto cliente: con il suo preparatore Santo Mollo in cabina di regia, la portacolori di Aleardo Dall’Oglio ha respinto Saccarina Be al via, ha sfruttato le scaramucce tattiche tra i suoi rivali per gestire almeno in parte il ritmo nella seconda frazione, ma poi ha preso ad andare e al nuovo limite di 1.12.4 ha respinto il finale insidioso di Zeus Lovers Treb, con Saccarina Be al terzo posto su un generoso Zandroz.
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