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Ippodromo Snai La Maura, fine stagione nel segno di Zarrazza Italia

  • Scritto da Redazione

All’ippodromo Snai La Maura di Milano ultimo appuntamento della stagione con protagonista Zarrazza Italia nel Premio Tequila Broline.

 

All'Ippodromo Snai La Maura di Milano ultimo appuntamento della stagione prima della pausa estiva in un mercoledì con alti contenuti tecnici. Al centro del pomeriggio di ieri, 6 luglio, il Premio Tequila Broline, una ricca maratonina a resa di metri per sei cavalli anziani, con Senator Roc rimasto solo soletto a rappresentare start dopo il ritiro di Zingaro Gadd.

Come era lecito attendersi, il ruolo di lepre dell’unico avvantaggiato è durato 400 metri, il tempo che Alcide Roc (il più veloce tra gli inseguitori) ottenesse il via libera: e come succede quasi sempre nelle corse su queste distanze, la prova ha “sonnecchiato” per oltre un miglio (completato in 2.02.5 dal battistrada, con gli altri penalizzati impegnati in schermaglie tattiche per prevenire le mosse altrui) per accendersi negli ultimi 600 metri quando Agrado, terzo dal via, ha acceso la miccia muovendo all’attacco del battistrada, che intanto aveva accelerato in progressione: Agrado in retta è passato, ma Zarrazza Italia dopo averne seguito le mosse, lo ha aggredito regolandolo nei metri finali ad una media di 1.15 sui 2720 metri, salvandosi dal solito finalone di Showmar, costretto a partire dalla terza pariglia e alla fine almeno ricompensato dei suoi sforzi con il secondo posto a spese di Agrado. Tyl Etoile invece ha compromesso la sua prova con un errore nella fase iniziale che l’ha fatta scivolare in ultima posizione, mentre Senator Roc era un po’ la vittima sacrificale già sulla carta e non è sfuggito al suo “destino”.

 

La connection Mauro Baroncini-Andrea Farolfi ha fatto suo anche il sottoclou, il Premio Speedy Somolli, l’invito sui 1650 metri per cavalli di 3 anni, dove il netto favorito Desiderio D’Esi ha rispettato in pieno il pronostico, il tutto con estrema disinvoltura. Il portacolori di Roberto Baroncini dopo partenza cauta ha mosso al passaggio sfondando dopo 600 metri, ha completato il km in 1.15.3 ma poi con chiusa in 27.8 non ha permesso ai rivali di minacciarlo.
Terza vittoria di fila, a media di 1.13.3, per il figlio di Robert Bi. Autore di bella sgambatura, Danubio si sistemava secondo dopo 500 metri e teneva la scia del vincitore sino in fondo, controllando la rimonta di Domingo Bar, non favorito dallo svolgimento di corsa che lo vedeva costretto a muovere ai 400 finali dalla penultima posizione.
 
Se Andrea Farolfi (e Mauro Baroncini) hanno firmato un doppio pesante, il vero mattatore della riunione è stato Andrea Guzzinati, autore addirittura di un poker. Un pomeriggio “esagerato”, iniziato siglando le prime tre corse del programma. Nel Premio Panther Broline, la prova sui 2250 metri riservata a ai cavalli di 3 anni, Derby Kronos vinceva al betting il match con Dollar Moon, ma la pista però vedeva svettare il cavallo guida e allenato da “AG”: il portacolori del signor Ubaldo Morzenti agiva in scia a Donna Cast, scattava in terza ruota ai 300 finali lanciandosi all’attacco del coetaneo di Erik Bondo il quale, nel tentativo di difendersi, confondeva il passo a pochi metri dal traguardo. Difficile dire come sarebbe andata a finire senza lo svarione: Dollar Moon ha ringraziato mettendo in saccoccia il primo successo della carriera, a media di 1.16.8 sui 2250 metri, confermandosi soggetto attrezzato per il doppio km dopo il piazzamento ottenuto a Torino. Scoperta all’esterno negli 800 finali dopo l’errore di Dominator Bar, Donna Cast si manteneva in quota e chiudeva seconda, con Diego Pan terzo con recriminazioni essendo rimasto chiuso in corda senza spazio.
 
Il Premio Turbo Sund vedeva per la prima volta in azione anche a Milano le “E”: Philippe Allaire non ha smentito la sua fama di “mago dei puledri”. Su Etsic’etaitvrai c’era naturalmente grande attesa e la sorellastra di Callmethebreeze affidata al driver torinese si è dimostrata un prospetto molto interessante: la francesina è scattata attaccata all’autostart conquistando in un battito di ciglia il comando, da lì ha potuto distribuire i parziali cambiando registro ai 400 finali sulla mossa dell’appostato Equipe della Casa, tenuto a distanza di sicurezza per una vittoria mai messa in discussione, a media di 1.15.5.
Debutto positivo anche quello di Equipe della Casa, che in qualifica era piaciuto parecchio e ha confermato per l’ennesima volta l’abilità di Tiberio Cecere con i giovanissimi. A qualche lunghezza ha chiuso al terzo posto Eccezione, pedina di un altro allenatore (Marco Smorgon) noto per saper plasmare i puledri.
 
Nel Premio Somolli, l’handicap ad invito sui 1650 metri per cavalli di 4 anni, Andrea Guzzinati tornava a guidare un suo allievo, Coeur Joyeuse, il quale firmava una vera impresa rimediando ad un errore nella giravolta costatogli una trentina di metri. Va detto però che i rivali gli hanno dato una mano: i ritiri di Carmen Ramirez e Crisalide Moon che lasciavano il solo Click Starlight allo start ha forse spinto i penalizzati ad una ricerca spasmodica delle migliori posizioni che è sfociata in una lotta “senza quartiere” nella prima parte di gara: alla fine era Capoclasse Italia a sfilare in testa ma a prezzo di 600 metri iniziali violentissimi in 41.8 (per di più quasi tutti percorsi in quarta corsia), e non spendevano molto meno Cupido Cup e Capovento Pax, che si sistemavano rispettivamente secondo e terzo. Coeur Joyeuse nonostante il ritmo sostenuto recuperava il gap, sul penultimo rettilineo iniziava la sua risalita esterna e in retta trovava ancora le energie per piegare Capoclasse Italia a media di 1.12.6. Semplicemente strepitoso. Cupido Cup si gettava di galoppo poco prima del km, accennando a muovere sul battistrada, mentre Capovento Pax sull’ultima curva non ha avuto la forza di anticipare il vincitore e ha concluso terzo.
 
Nel Premio Sack Pack, l’invito di chiusura sul miglio per cavalli anziani, AG metteva la ciliegina su un pomeriggio da incorniciare: ottimo terzo in una qualitativa Tris modenese, Aboli confermava di essere totalmente ritrovato dopo il lungo stop siglando allo speed una corsa che viveva più che sul percorso in avanti di Bokonella Run, sulle scaramucce tattiche dei suoi inseguitori, con Bondo Jet secondo dal via, attento a controllare le mosse di Aboli che a sua volta anticipava Boleo Bar. Gubellini ai 300 finali sferrava l’attacco e passava sull’errore improvviso di Bokonella all’ingresso in retta: Bondo Jet chiudeva forte, l’allievo di Enzo D’Isanto ancor di più e piegava allo speed il rivale a media di 1.12.9, mentre Bellerofonte Gar chiudeva terzo visto che anche Boleo Bar sbagliava in retta.
 
 
Gentlemen protagonisti nel Premio Manu Roc, una “reclamare” sui 1650 metri per cavalli anziani: con il favorito (e giocato) Vortice Op che ha compromesso la sua prova con una breve incertezza al via, la corsa si è messa in discesa per Tajari, che Filippo Monti ha interpretato con la consueta maestria in un percorso esterno ai lati di Brivido dei Venti: l’allievo di Enzo D’Isanto (si è limitato ad accompagnare il rivale per poi sbarazzarsene ai 500 finali e allungare sicuro verso la meta, vincendo in 1.17, media che risente del primo km in 1.20. Achille Roc si impegnava in terza corsia per curva 900 metri, sul ritmo blando avanzava gradualmente e poi passava secondo per chiudere secondo, seguito dal rimesso Vortice Op che immediata un terzo posto con tante recriminazioni.
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