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Parnofiello (Pg Esports): 'Poche regole snelle e chiare per il settore'

Pier Luigi Parnofiello, ceo Pg Esports e il suo intervento al Digital Panel di Gioconews e Esportsmag sui modelli di business del settore. 

“Un settore complesso quello degli eSports, ma la ricchezza e l’opportunità di business sta proprio in questa sfida da vincere”. Determinato, fresco, diretto e senza tanti giri di parole Pier Luigi Parnofiello, ceo di PG Esports, intervenuto al digital panel di Gioconews ed Esportsmag, eSports: non solo gioco - I modelli di business emergenti nel settore degli eSports e prospettive di sviluppo”. 

Cosa fa la sua realtà? “Con Pg organizziamo la Milan Games Week, l’evento più importante del settore nel nostro Paese e che offre il principale contatto col pubblico e quest’anno sarà davvero complesso riuscire ad accontentare tutti. In ogni caso in questi eventi abbiamo divulgato le conoscenze di eSports ma siamo anche una media company e raccontiamo storie facendo partecipare i team a eventi e li riproponiamo su Twitch. Del resto servonotTre anime per lavorare nel settore”. 

Cosa vi aspettate e cosa volete fare? “Il settore è molto giovane e in Italia possiamo ben seguire i modelli asiatici e centro europei che funzionano bene. Non vedo difficoltà nell’imitare purché funzioni addirittura meglio. Si dice che abbiamo un grande potenziale ma ancora non esploso.

Ecco, cosa serve? “Serve accelerazione e cioè agevolare gli operatori per facilitare le strutture a crescere e autosostenersi. Sono d’accordo nella necessità di una regolamentazione ma non dobbiamo rimanere incastrati in essa. Dobbiamo muovere i primi passi. Il settore è diviso tra 70% di appassionati e 30% di professionisti quindi c’è molto da fare. Non frapponiamo ostacoli ma facilitiamo e agevoliamo lo sviluppo”.

Nella problematica tra egames ed esports per Parnofiello non ci dovrebbero essere grossi problemi: “Non ci vuole molto a creare sottogeneri quando sarà il momento”. 
Ma esiste un “peccato originale” negli esports: “C’è un elefante nella stanza che non dobbiamo far finta di non vedere: gli esports nascono da prodotti che i Publisher mettono sul mercato per fare business. In che modo il Coni e il Cio possono dare valore aggiunto su questo ingranaggio? Forse lo sport vuole utilizzare gli esports per parlare ai giovani? Io so che noi possiamo essere intrattenimento, sport e tecnologia, tutte strade molto differenti e autorizzarli, regolamentarli e scommetterci sopra sono percorsi che si possono perseguire ma sempre e solo su queste tre strade. Più che altro dovremo cercare di capire come massimizzare tutte queste potenzialità e non imbrigliarle in specifiche regolamentazioni col rischio che siano complesse da gestire”, conclude il ceo Pg Esports. 
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