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Cinema riconvertiti per ospitare i gamers! La soluzione in Corea del sud

  • Scritto da Cesare Antonini

I cinema e i grandi schermi affittati agli egamers per compensare le perdite dovute alle chiusure dovute al lockdown anti Covid-19. 

Chissà se il Comitato Tecnico e Scientifico approverebbe. Dopo gli ultimi fatti di cronaca, vedi lo stop poche ore prima della riapertura delle piste da sci, i dubbi sono molti, le possibilità sono quasi a zero. Ma è un grande esempio di riconversione. Stiamo parlando dell’esperimento messo in atto in Corea del Sud e che vede i cinema chiusi per le misure anti Covid-19, affittare i loro schermi ai games, ovviamente per tamponare le perdite che continuano ad accumularsi in questi mesi di lockdown prolungato. 

Insomma, le poltroncine rosse si svuotano di spettatori e si riempiono di gamers. Le restrizioni covid impediscono la riproduzioni di pellicole sui grandi schermi, che in alcuni cinema trovano nuova ragion d’essere: vengono affittati ai videogiocatori, che possono così riprodurre su una superficie più ampia le loro partite. Un sogno, per certi versi. Pensate di giocare a Fortnite o Call of Duty con le immagini e il Dolby surround di uno schermo cinematografico. O di sfidare un amico a Fifa o Pes su quelle dimensioni. Pazzesco!

A segnalare la storia è stata la Bbc, che in uno di questi cinema è entrata, in Corea del Sud, nella catena CGV.  CGV ha avuto l’idea di affittare i suoi auditorium ai gamers per portare nuove entrate in casse altrimenti vuote. “La qualità del suono è sorprendente” festeggiano i giocatori.

Prima delle 18 fino a quattro persone possono noleggiare uno schermo per due ore, al costo di circa 90 dollari. In serata il prezzo sale a 135. Spetta ai clienti il compito di portare console, giochi e controller.Si tratta di sale che hanno a disposizione tra i 100 e i 200 posti: per acquistare un biglietto del cinema, la spesa era di 12 dollari. Il nuovo business si è rivelato incredibilmente remunerativo. 

Dal lancio del servizio, le sale contano 130 prenotazioni. La maggior parte dei clienti sono uomini tra i 30 e i 40 anni, ma partecipano anche coppie e famiglie. “Quando ragionavo su come utilizzare gli spazi vuoti del cinema, ho notato che i giochi di oggi vantano una grafica eccellente e storie ben strutturate, proprio come i film” racconta alla Bbc Seon Hyeon Park, portavoce della CGV “Se qualcuno può divertirsi guardando un film al cinema, ho pensato che gli sarebbe piaciuto anche giocare ai videogiochi qui dentro”.
Le presenze sembrano gestibilissime, anche in Italia. Perché non provarci?
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