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Parità di genere, le scelte della vita diventano un gioco da tavolo

  • Scritto da Redazione

Per combattere gli stereotipi sulla diversità di genere, l'associazione Itaca realizza un gioco da tavolo chiamato 'Free to choose'.

 
"Free to choose" o "Liberi di scegliere" è il progetto-gioco che promuove la parità di genere.
 
La cooperativa sociale Itaca, per smontare gli stereotipi di genere che (ancora) ingabbiano uomini e donne in ruoli predefiniti limitando, inconsapevolmente, gli ambiti d’azione, inventa un gioco da tavolo utile a lanciare il messaggio che tutti e tutte siamo libere di scegliere.
 
"Il progetto Free to choose - spiega l'associazione - parte da queste premesse e per andare oltre una visione stereotipata della società ha sviluppato un gioco quale strumento per decodificare, riconoscere e superare gli stereotipi di genere.
 
Si tratta di un gioco da tavolo pensato per le scuole e i centri di orientamento, in modo da essere usato da chi si trova a dover scegliere se e come proseguire gli studi e in quale direzione e da chi si trova a consigliare quale strada intraprendere.
 
Free to choose - spiega ancora l'associazione - mira a promuovere un cambiamento culturale e comportamentale nei giovani 16-29 anni e negli adulti-chiave coinvolti nelle fasi di transizione e orientamento (dalla scuola secondaria all’istruzione superiore o al mercato del lavoro), portando a una diversa visione delle professioni e delle opportunità lavorative.
 
L’obiettivo del gioco da tavolo Free to choose è aumentare la consapevolezza sulle diversità di genere, stimolando il cambiamento su tipologie, radici ed effetti degli stereotipi di genere e della segregazione nel mercato del lavoro.
 
Ciò richiederà la decodificazione degli stereotipi, il loro riconoscimento e superamento, agendo sia sui giovani che sugli adulti".
 
Il progetto Free to Choose coinvolge una decina di organizzazioni di cinque Paesi europei all’interno di un partenariato che comprende, oltre alla capofila Cooperativa sociale Itaca, Regione Friuli Venezia Giulia assessorato al Lavoro, Istruzione, Politiche giovanili e Pari opportunità, Ires Fvg, Università di Modena e Reggio Emilia per l’Italia, e poi Mcbit e Nefiks (Slovenia), Opciònate e Università di Valencia (Spagna), Apload (Portogallo) e Mediterranean Institute for Gender Studies MIGS (Cipro).
 
"Il gioco da tavolo - spiega la cooperativa sociale - invita i giocatori e le giocatrici a interpretare una sorta di supereroe o supereroina in cerca di lavoro e che di carta in carta deve costruire il proprio profilo personale per valorizzare i propri superpoteri. Ma la trappola dello stereotipo di genere è sempre in agguato.
 
Fondamentale è il ruolo del game master (o mistress), che guida in punta di piedi, soprattutto il momento di confronto finale per riflettere se e come gli stereotipi di genere hanno influenzato le dinamiche di interazione tra i personaggi ed evidenziare quali fattori, al di là del momento ludico, possono condizionare le decisioni, a scuola e nel lavoro.
 
Alla fin fine, l’obiettivo è acquisire consapevolezza che, nonostante condizionamenti e pregiudizi, non esiste lavoro da maschio o femmina ma ciascuno ha dei talenti da valorizzare e obiettivi da perseguire con impegno e la determinazione.
 
La sperimentazione del gioco da tavolo ha coinvolto centri di aggregazione giovanile, scuole superiori, centri di formazione professionale, biblioteche, ludoteche e associazioni ludiche".
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