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Ascesa e caduta del flipper: il flipper fa ancora tendenza su Internazionale

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

Il celebre settimanale propone uno speciale sul flipper con tanto di richiamo in copertina, raccontando la ritrovata gloria attraverso le competizioni e la Coppa del Mondo.

"Davanti al centro congressi di Riverside si è radunata una folla che sembra in attesa di un concerto heavy metal. In piedi sotto il primo sole di una mattina di febbraio, davanti alle porte ancora chiuse ci sono soprattutto uomini fra i trenta e i 55 anni: pance generose e capelli lunghi, pantaloncini, tatuaggi e magliette con loghi arzigogolati e indecifrabili di varie band. Saltano all'occhio anche look superati ormai da tempo: jeans aderenti a righe bianche e nere, porta-telefono alla cintura e varie accoppiate di sandali da trekking e calzini". Comincia così l'articolo dedicato al flipper dal settimanale "Internazionale", in questi giorni in edicola. Dove viene portata agli onori della cronaca la realtà del flipper sportivo come rivincita del "Re" dei giochi a moneta.

Prendendo spunto dai recenti mondiali della disciplina disputati in America e da una delle competizioni internazionali disputate in California nei mesi scorsi. "Il centro apre i battenti alle nove in punto e la folla in attesa sciama all'interno, si fa misurare la temperatura come imposto dalle misure contro il covid e poi si dirige verso il lungo bancone per ritirare i pass. I circa trecento visitatori non sono venuti in questa città tra Los Angeles e Palm Springs per assistere a un concerto, ma per partecipare alle quattro giornate dell'annuale campionato mondiale open di flipper. Ci sono giocatori australiani e neozelandesi, giapponesi e canadesi, ma anche europei. Come il tredicenne Arvid Flygare, bambino prodigio svedese che al momento è quarto nella classifica mondiale. Il padre, collezionista di flipper, racconta che Arvid ha avuto il permesso di assentarsi da scuola per una settimana: per la prima volta qui si misurerà con i migliori giocatori in circolazione. Nella delegazione tedesca siamo in tre, tutti giocatori appassionati ma in questo contesto certamente non straordinari. Eppure siamo a pochi metri da eroi che finora avevamo visto solo nei video online dei tornei più importanti".

Campionati di flipper? Classifica mondiale? Ma le macchine lampeggianti che dalla fine degli anni sessanta agli anni novanta erano onnipresenti in pub, bar e sale giochi non erano sparite da più di vent'anni? Da quando la Williams, l'ultima grande azienda produttrice di flipper, ha fermato la produzione nell'autunno del 1999, effettivamente in giro se ne vedono pochi. Ma negli ultimi dieci, quindici anni si è sviluppata una rete sempre più estesa di giocatori: una federazione mondiale con più di trentamila iscritti. I flipper di nuova produzione – della Stern, l'unica rimasta delle aziende storiche di Chicago, e di alcune nuove imprese statunitensi ed europee – sono destinati soprattutto ai garage, alle stanze per gli hobby e ai capannoni di questa cerchia di collezionisti che s'incontra regolarmente per fare i tornei. Il clou dell'anno è il mondiale open di Riverside, che è appunto aperto a tutte e tutti. Negli Stati Uniti il boom ha perfino fatto sì che qualche flipper sia ricomparso nei bar e nelle sale giochi.

E dopo un excursus più che approfondito sulla storia del flipper nel mondo, l'articolo conclude così: "Può darsi che presto tra i partecipanti spunti un produttore televisivo esperto capace di convincere un'emittente a trasmettere i mondiali di flipper. Allora, se avranno il destino dalla loro, Keith Elwin, Steven Bowden o il tredicenne svedese Arvid Flygare potrebbero diventare i Phil Taylor della pallina argentata. Game on".

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