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Umberto Tozzi: 'Nei casinò canto per un pubblico di grande qualità'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Umberto Tozzi elogia i concerti nei casinò: “Mi consentono di incontrare gente che è venuta apposta per ascoltarmi dal vivo”.

Un ever green della musica italiana, che ha fatto sognare e innamorare generazioni di giovani e meno giovani. È lui, Umberto Tozzi che, attesissimo dal pubblico dei casinò Hit a Nova Gorica, questa volta ritorna sul palco del Casinò Park – con un sold-out immediato. Che emozione si prova a esibirsi in una location dedicata al gioco più che alla musica, almeno nell’immaginario collettivo?


“Il casinò è una scusa per comunque venire a vedere degli artisti. Per me andare a lavorare in un posto dove c’è il casinò è incontrare della gente che viene per vedermi e sentirmi dal vivo. Io vivo da ventidue anni a Montecarlo e sono felicissimo, perché ho avuto anche personalmente tantissime occasioni di vivere in prima persona concerti molto importanti”.
C’è una sua canzone che in qualche modo è collegata al gioco, non necessariamente con vincita in denaro, e al mettersi in gioco, anche in senso figurato?
“Abbiamo vissuto un’epoca irripetibile, per quello che riguarda la creatività nella musica, dagli anni ‘60 fino alla fine degli anni ‘80. Ho avuto la fortuna di essere una delle figure come molti miei colleghi che hanno scritto pagine di canzoni che ancora oggi si cantano nei karaoke e un po’ dappertutto, tra queste anche ‘Perdendo Anna’”.
Lei si ritiene una persona fortunata, non necessariamente al gioco?
“Assolutamente sì, anche se vista dagli occhi degli altri, potrebbe essere vista come una vita di rose e fiori, ma non è sempre così”.
Quando canta in un casinò, le capita anche di tentare la fortuna alle slot o ai tavoli verdi? C’è qualche gioco che predilige?
“Sì, qualche volta gioco, se mi trovo in un casinò a suonare”.
Si dice che gli artisti sono scaramantici. Lei si ritiene tale?
“Assolutamente sì, non scendo mai dal letto con il piede sinistro, ma col destro”.
Come ricorda gli inizi della sua carriera?
“Io ho scritto canzoni per sbaglio, perché volevo fare il calciatore. Sono diventato un musicista perché mio padre non voleva che facessi il musicista. Ho fatto il ribelle. Ho cominciato a suonare con i gruppi italiani e poi ho avuto l’opportunità di cominciare a scrivere canzoni e nato per caso, non era una volontà e allora non mi interessava cantare. Facendo un provino delle mie canzoni, uno mi ha detto ma perché non te le canti tu… poi è arrivata la vittoria con Canzonissima nel ‘74… e non ci lasceremo mai… da allora la musica non l’ho lasciata più”.
C’è qualche collaborazione artistica che ricorda con particolare piacere?
“Ce ne sono veramente tantissimi di ricordi e canzoni. Un ricordo bellissimo, mi sono divertito molto a Eurovision contest a Brussel, ho passato una settimana particolare, io e Raf abbiamo fatto questo brano Gente di mare, che ha rappresentato quello un po’ che siamo noi italiani”.
A quali progetti sta lavorando?
“È uscito appunto nella giornata del concerto a Nova Gorica il mio nuovo singolo ‘Sei tu l'immenso amore mio’, che ha anticipato l'uscita del nuovo album di inediti ‘Ma che Spettacolo’. Su questo presento ben tredici tracce inedite, poi c'è una bonus track e il Dvd live. Una bella soddisfazione, che a distanza di tre anni dall'ultimo lavoro, porta al pubblico nuove emozioni”.
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