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Anna Maria Barbera: 'Scommetto sulla fantasia'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

La gioc...attrice Anna Maria Barbera tra suggestioni della fortuna e azzardi artistici.

Dietro il sorriso, peraltro irresistibile, una donna tutta da scoprire. È Anna Maria Barbera, ospite qualche tempo fa al Casinò Perla di Nova Gorica e che, con intelligenza e verve, si racconta a Gioco News. Partendo dalla nascita di Sconsy, il personaggio che l'ha fatta conoscere al grande pubblico. Ma si sente davvero tale e sfortunata? In quali campi?

“Il personaggio di Sconsolata nasce con questo nome, per via di quelle 'vivessitudini' per dirlo nella sua lingua, in cui tutti ci imbattiamo nelle richieste del quotidiano, lasciandoci talvolta delusi o sconfortati, appunto "sconsolati'' ma questo non significa affatto sfortunati; Sconsy con la chiave dell'ironia vuole cogliere delle nostre fatiche anche l'aspetto comico o farsesco e, con la forza del cuore muovere quel sorriso che libera e risarcisce. Questo invito a ritrovare il nostro 'leit motiv' 'arricordarci di noi oltre la vasta cazzistica ca ci seguisce' per dirla alla Sconsy, la volontà di ribadire tutte le nostre chances vitali e inventive sulla realtà 'l'Escogito ergo sum' per intenderci, che lei propone attualizzando il cartesiano pensiero con altrettanto filosofico atteggiamento laddove una crisi economica ferisce le famiglie, è un'attitudine da non trascurare nel disporsi agli eventi, che può diventare risorsa. La fortuna per me non è tanto vincere; quanto non perdere il desiderio di far fiorire la propria vita, che se ognuno vi riuscisse il mondo sarebbe un giardino!”.

Sconsolata ha mai parlato del suo rapporto con il mondo del gioco? In che modo?

“No, è un tema che Sconsy non ha mai trattato se non, rimanendo nella metafora che l'argomento suggerisce, per la grande scommessa che ci riguarda un po' tutti: sopravvivere alla realtà senza perdere l'esponenziale valore che la Vita porta in dote. Con l'entusiasmo per rilanciare, la concentrazione per studiare quali sagge mosse, la strategia di fede per vincere su un intento negativo che, puntando sul pessimismo derivante da oggettive gravità, vorrebbe inibire la nostra destrezza e volontà costruttiva, sino a farci abbandonare gl'ideali che si possono puntare sull'affascinante ''tavolo del faites vos jeux' rinunciando al più grande gioco! La posta? Il senso alto della felicità per la nostra umana sorte..”.

E a lei, Anna Maria, piace giocare? A che cosa e con quali esiti?

“Potrei dirmi una gioc..attrice, in quanto amo l'azzardo, ma sulla scena e nei rapporti. E un buon intuito mi é spesso complice con esiti leali. Non sono invece una giocatrice abituale, non perché non riconosca la seduzione del gioco ma perché il mio spirito indipendente rifugge il 'giogo' che può comportare , oltre a intristirmi la deriva di chi ne diviene vittima. Mi piacciono le carte con tutto il loro simbolismo , una partita a scala o a poker con il suo degno avversario, rigoroso il rituale, è un piacere che assaporo se non declina in vizio”.

Che cosa ne pensa dell'accoppiata gioco/divertimento che offre il Casinò Perla? Ha colto l'occasione per tentare la fortuna?

“La tabella di marcia del trasferimento-data, raramente consente il tempo per concedersi i piaceri che il luogo offre; non ho potuto sedere al tavolo verde, solo al tavolino dell'amabile Trieste Café per la video intervista e all'ampio tavolo del vostro ristorante Calypso apprezzandone le virtù, preludio vincente che merita la 'mise'”.

Quali sono le carte vincenti della sua carriera professionale? 

“Chissà... Forse il segreto è nelle mani del 'Grande Mazziere' che distribuisce a ognuno le sue carte. Nelle mie certamente c'è una donna di cuori che si dedica con passione e senza bluff”.

 

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