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Povia: 'La mia puntata sulla seduzione'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il cantautore e blogger Povia invita alla prudenza nel gioco e, quando si tratta ti scommettere, preferisce mettersi alla prova con gli amici e con una prova decisamente 'non quotata'.

Lo si può amare o criticare. Certamente, non passa mai inosservato, sia per i suoi testi musicali decisamente originali che per le posizioni che, in qualità appunto di cantautore ma anche di blogger, assume sui temi più caldi e delicati.

Parliamo naturalmente, per chi non avesse colto al volo a chi appartiene questa sommaria ma aprpopriata descrizione, di Giuseppe Povia, artista avvezzo a calcare i palchi più prestigiosi d'Italia, a cominciare da quello dell'Ariston di Sanremo che nel 2006 l'ha incoronato vincitore del Festival della Canzone italiana con il brano “Vorrei avere il becco”, ma anche a occupare le pagine dei giornali con le sue opinioni controcorrente, spesso poco politically correct, su temi come l'omosessualità, i vaccini, i terremoti.
 
 
In qualità, appunto, di cantautore e blogger, che cosa ne pensa del gioco con vincita in denaro e della vasta eco mediatica che ha?
 
“A parte la battuta sui terremoti che l'utento medio ha preso per vera (ahimè mi piace trollare la gente e mi riesce) e il termine blogger che mi fa ridere, credo che l'abuso di gioco sia una droga come le altre”.
 
Una posizione decisamente critica, ma che invita anche a giocare con prudenza, la sua. Il gioco, non solo con vincita in denaro, ha mai ispirato una sua canzone?
 
“No ma ci sto pensando da tempo. Ho un amico giocatore che ha perso tutto, casa, famiglia e vita sociale. Lui mi può aiutare”.
 
Lei è un tifoso dell'Inter. Le piace scommettere e per chi farà il tifo in occasione dei prossimi Mondiali di calcio?
 
“L'unica scommessa fatta risale a tanti anni fa assieme ad amici. Puntavamo una tipa bella e ho detto: scommettiamo che verrà con me? Wow... ho vinto. L'Inter in questi anni fa schifo. Terrò per la Russia”.
 
Cambiamo decisamente argomento e parliamo di politica. Come valuta l'attuale situazione italiana e, se pensa al futuro, si sente ottimista o pessimista?
 
“Se avessimo una classe politica forte indipendentemente dai partiti, saremmo già fuori dalla crisi. C'è ancora benessere in Italia, pochi lottano davvero”.
 
In quanto a lotte, ma nel campo artistico, è possibile restare se stessi nel mondo della musica leggera italiana?
 
“No, ti devi vendere o arrotondare. Chi dice di essere se stesso può mentire agli altri, non a se stesso”.
 
Lei ritiene di aver realizzato o di stare realizzando i suoi sogni professionali e personali?
 
“Cammino, respiro, vivo i dettagli della vita e li traduco in musica. Inseguo i sogni. A volte si realizzano”.
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