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Parente: 'Vorrei sparire, ma gioco tanto a Call of Duty'

  • Scritto da Cesare Antonini

Non è un giornalista e ha anche deposto la penna, ma Massimiliano Parente è sempre interessantissimo e Gioco News l'ha intervistato per voi.

Siamo banalissimi all'inizio e veniamo travolti da una penna meravigliosa che abbiamo iniziato a conoscere solo da poco e approfondiremo assolutamente. Ci parli un po’ di lei, come (e dove?) nasce la passione di scrittore? Ecco cosa risponde Massimiliano Parente: “Non è una passione, non è mai stata una passione ma una necessità. E neppure una necessità mia, semplicemente mi sono accorto che potevo cambiare la storia della letteratura. Avrei tanto voluto che le mie opere avesse potuto scriverle un altro, così io avrei potuto fare la rockstar”.

Ho letto in qualche articolo che non vorrà più fare questo mestiere perché ha già scritto quello che voleva. Sarebbe un peccato: è la decisione definitiva? “Sono stanco, per venti anni non ho fatto altro che scrivere e solo la 'Trilogia dell’inumano' mi ha portato via dieci anni, un progetto devastante. Sono andato anche oltre le mie aspettative su me stesso, scrivendo molti altri romanzi che non avevo pianificato. Perché l’opera è sempre e comunque il romanzo. Sto pubblicando altri libri minori, saggi, racconti, adesso sto lavorando a un libro epistolare con il grande neuroscienziato Giorgio Vallortigara che si intitolerà 'Lettere dalla fine del mondo'”.

Come preannunciato, noi seguiamo il gioco e l'intrattenimento, che rapporto ha con esso? Ama le carte, il casinò, le scommesse? Ha mai puntato qualcosa? “No perché perdo sempre. Non mi interesso neppure di calcio ma una volta mi costrinsero a provare una schedina per provare, mettendo i risultati a caso. Feci zero. Che è comunque difficile come fare tredici”.

E a livello di intrattenimento come ama passare il tempo? Il gioco è insito nella natura dell’uomo e non è detto che si debba per forza giocare d’azzardo. “Gioco tantissimo con la Playstation, in particolare a 'Call of duty', online, con amici e contro giocatori sconosciuti. Ecco, lì compro di tutto. Mia mamma mi dice che non mi compro mai vestiti nuovi, ma ne compro tantissimi per il mio avatar in 'Call of duty'. Dovreste vedere il mio completino rosa che ho comprato a San Valentino con cui vado in guerra”.

Ha una figlia, con cosa ama giocare? “Giochiamo sempre, con tutto. A carte, a scacchi, con i Lego. Sono il suo compagno di giochi preferito”.
Oltre agli scritti ho potuto vedere anche diverse interviste e racconti in cui lei parla spesso di sesso: ecco, il sesso è anche un po’ giocare o è solo una cosa estremamente seria e basilare per la nostra vita? “Il sesso è interessante perché è tragico. Non l’ho mai visto come un gioco. Ma me ne sono liberato, le donne richiedono troppo tempo, e inoltre ho avuto relazioni molto morbose, e la gelosia mi distrugge, perché sono possessivo. Non voglio che chi fa sesso con me poi vada con altri. Non è reciproco, mi rendo conto, ma Vallortigara mi ha spiegato che biologicamente ho ragione io. Quando mi viene voglia c’è comunque Pornhub”.

Quali sono i progetti futuri? “Sparire”.


LUI CHI E'?! - Massimiliano Parente è nato a Grosseto nel 1970 e vive a Roma. Ha pubblicato i romanzi: Incantata o no che fosse (1998), Mamma (2000), Canto della caduta (2003). In seguito ha iniziato la scrittura di una monumentale trilogia, diventata per molti lettori un libro di culto, formata dai romanzi La macinatrice (2005), Contronatura (2008), L’inumano (2012), e raccolta e pubblicata dalla Nave di Teseo in un volume unico di mille e settecento pagine con il titolo Trilogia dell’inumano (2017). Ha scritto i romanzi Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler (2014), L’amore ai tempi di Batman (2016), il saggio sulla Recherche di Marcel Proust L’evidenza della cosa terribile (2010), i pamphlet La casta dei radical chic (2010) e, insieme a Vittorio Feltri, Il vero cafone (2017). Ad aprile del 2018 ha pubblicato il provocatorio saggio Scemocrazia – come difenderci dal pensiero comune. Nel 2018 ha pubblicato il romanzo Parente di Vasco. Collabora in esclusiva con “Il Giornale”. Non è un giornalista.

 

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