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Il colibrì di Sandro Veronesi conquista il Premio Strega

  • Scritto da Amr

Sandro Veronesi conquista per la seconda volta il Premio Strega, con il libro 'Il colibrì', ecco l'intervista rilasciata a GiocoNews.

Quattordici anni dopo “Caos calmo" - poi divenuto anche un film, interpretato da Nanni Moretti – Sandro Veronesi conquista per la seconda volta il Premio Strega, aggiudicandosi la 74esima edizione con “Il colibrì”, un libro edito da La Nave di Teseo, con 200 voti dei 605 votanti.

Con l'occasione pubblichiamo l'intervista resa dallo scrittore a Gioco News, in occasione dell'uscita de “Il colibrì”e pubblicata sulla rivista cartacea di aprile, di cui riportiamo alcuni stralci.

Tu sei un colibrì perché come il colibrì metti tutta la tua energia nel restare fermo. Settanta battiti d’ali al secondo per rimanere dove già sei. Sei formidabile, in questo. Riesci a fermarti nel mondo e nel tempo, riesci fermare il mondo e il tempo intorno a te, certe volte riesci addirittura anche a risalirlo, il tempo, e a ritrovare quello perduto, così come il colibrì è capace di volare all’indietro.”

Questo è quanto scrive a Marco Carrera il suo amore di sempre, Luisa Lattes. Ed è Sandro Veronesi a dare vita al protagonista della sua ultima opera, dove lo chemin de fer, la roulette e soprattutto il texas hold’em poker entrano di prepotenza. Da dove nasce questa ispirazione e quale valore o disvalore lo scrittore dà al gioco? Lo chiediamo direttamente a lui.
Lo anticipa lei nella sua domanda! Fëdor Dostoevskij è stato uno dei miei miti e quando ero molto giovane ho letto il suo ‘Il giocatore’. E poi, ero all’università all’epoca, ho letto un altro capolavoro, ‘Gioco all’alba’ di Arthur Schnitzler e mi sono reso conto di come una pratica di per sé già emozionante come è lo scrivere veniva resa avvincente, ma bisogna essere bravi, quando c’è un dispenser di emozione estrema come il gioco, che ti può cambiare la vita in mezza pagina, mentre nell’altra metà, come accade all’ufficiale che è protagonista dell’opera, non solo si perde tutta la ricchezza vinta ma si diventa addirittura nullatenenti. È il gioco estremo che mi affascina e che è un elemento che fin da ragazzo ho associato alla letteratura”.
 
Nell'intervista, realizzata in piena emergenza Covid-19, Veronesi quindi traccia una prospettiva sul Coronavirus e sulle sue “conseguenze” su società e letteratura.
 
Che cosa ci insegnerà il coronavirus e come se ne uscirà?
“Non lo so e non credo che lo si potrà sapere fino a quando non sarà trovato un vaccino. Certo, sarebbe una bella cosa se ci insegnasse qualcosa, ma alla luce dell’attuale spappolamento dell’unità nazionale e del pensiero al quale aggrapparci tutti, ciò mi pare un’utopia”.
 
Pensa che sarà fonte di ispirazione letteraria?
Più che ispirazione, sicuramente il Covid-19 farà da sfondo: non c’è ragione perché uno scrittore e o un regista non ambientino una storia in questo periodo. Penso soprattutto al cinema, che ora è in ginocchio: raccontare questo periodo significherà fare film che costano poco, in quanto le riprese saranno tutte in interno, con persone normali che sono recluse a casa loro. È un bell’argomento. Se la letteratura fa quello che vuole, il cinema deve fare più i conti con i costi”.
 
Sta lavorando a un nuovo libro?
In questo periodo mi sto occupando della sceneggiatura di un film di guerra, ambientato in un sommergibile. Il tema è la claustrofobia, direi attuale!”.
 
Tra i suoi libri, a quale è più legato?
A ‘Caos calmo’, da cui è stato tratto il film di successo con Nanni Moretti, riservo un affetto particolare. Poi da altri due miei libri sono stati tratti dei film che non sono andati altrettanto bene: per loro nutro l’affetto riservato agli amici sfortunati”.
 
Quali consigli darebbe a un aspirante scrittore?
Di leggere molto, prima di scrivere. A volte si nota che ci sono persone che scrivono per una pulsione, che pure condivido, senza aver letto abbastanza. Questo significa avere poca esperienza e per farla non serve spendere molto. Quando ero giovane io li libri non li pagavo, ma li prendevo in prestito in biblioteca, a Firenze”.
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