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Dario Hubner: 'Solo film e videogames, preferivo fare gol!'

  • Scritto da Cesare Antonini

L'intervista di Gioco News a Dario 'Tatanka' o 'Bisonte' Hubner, l'attaccante entrato nei cuori di tanti tifosi italiani. 

Indovina chi è? Se diciamo “Tatanka” o “Bisonte”? E se aggiungiamo 348 reti con tre titoli da capocannoniere nei campionati di calcio di A, B e C1? Beh forse i più esperti c’erano arrivati allo splendido rapporto qualità/prezzo al Fantacalcio: “Lo so, ero molto conveniente, me lo raccontavano - esordisce Dario Hübner nella nostra intervista - ma per forza, davanti avevo gente come Ronaldo, Totti, Del Piero, Vieri e anche altri ottimi attaccanti e spendevano tutti su questi campioni. Poi il mio lo facevo sempre e con Igor Protti sono diventato capocannoniere di tre serie differenti, una soddisfazione pazzesca, difficile da spiegare anche se le gioie sono state tante nel calcio per me”.

È arrivato il momento della biografia, anche per lui. “Mi chiamavano Tatanka”, non poteva avere titolo diverso: “Dopo tanti anni di calcio era il momento di mettere in fila i ricordi e la mia storia e ho deciso di scrivere tutto quello che mi è capitato in oltre 25 anni di gioco. Ma in generale mi godo il meritato riposo anche se sto allenando un gruppo di ragazzi ‘speciali’ a Mantova. Purtroppo col coronavirus abbiamo dovuto interrompere tutto”.

L’hanno definito il calciatore “operaio” ma in generale è una persona meravigliosa. L’accezione “speciale” per la disabilità è, senza falsi buonismi, davvero meravigliosa e gli rende onore.

Ma la carriera d’allenatore come va? “Ho avuto alcune esperienze non proprio positive e per adesso mi basta così - spiega ‘Tatanka’ - anche perché il calcio è cambiato, nel giro di pochi anni. Una volta se eri bravo alla fine sfondavi perché eri giudicato da gente che valeva più di te o quanto te. Adesso vedo tanti ragazzi validi che giocano in serie minori che dovrebbero ottenere di più e, viceversa, alcuni giocatori che dopo 20 partite diventano titolari e valgono 50 milioni di euro. Faccio sempre l’esempio di Paolo Maldini, dopo 3 anni che era titolare al Milan dall’età di 16 anni, i critici iniziarono a definirlo un grande giocatore. Adesso molti costano milioni dopo poche presenze e poi magari spariscono pure in un paio di stagioni”.

Diretto il “Bisonte” quando carica. Quindi non si torna in panchina, per adesso: “Ripeto, non mi interessa anche perché va avanti chi ha agganci e conoscenze e non è più il mio calcio. Ma se dovessi incrociare una società con un presidente che è sulla mia stessa lunghezza d’onda, perché no? Potrei tornare anche domani”.

Andiamo sulla nostra materia: Fantacalcio? Mai giocato? Sa che in molti l'hanno ingaggiata e che ha regalato tante soddisfazioni? “Certo che lo so - se la ride - e so che costavo poco all’asta ma era bravo e fortunato chi mi prendeva perché tutti spendevano per Totti, Ronaldo, Del Piero, Vieri e altri ancora che giocavano negli anni di Brescia e Piacenza. Rendevo tantissimo e sono contento, è una piccola soddisfazione”.

Ma in alcuni Fantacalcio di Serie B era a livello del Fenomeno come costo e rendimento: “Questa non la sapevo, beh meglio così”, se la ride ancora Hübner.

Rimanendo sul gioco, in ritiro ci sono tanti giocatori di poker, di briscola, di scopa. Lei? “Io preferivo vedere i film coi portatili che avevano il lettore Dvd, ricordate? Mi mettevo le cuffiette in camera e passavo il prepartita o la preparazione così. Non giocavo a carte ma mi divertivo nelle missioni di Tomb Rider, soprattutto. Poi con i carrarmati o altri giochini simili”.

I professionisti non possono scommettere: che idea ha Dario Hübner del settore del betting? “Esatto, non ho mai puntato un euro ma non sono contrario. Certo siamo partiti dal Totocalcio e ora ho visto che ci sono migliaia di possibilità di scommettere e tantissimi siti online e agenzie dove farlo. Penso che il mondo vada avanti e che se un tifoso vuole scommettere qualche euro per divertirsi lo possa fare e che non ci siano grossi problemi”.

Finiamo con due domande flash: i ricordi più belli? “Difficile sceglierne uno o un paio. Ho segnato tantissimi gol e per ogni città in cui sono stato, ogni squadra in cui ho giocato, ogni stadio che ho calcato e ogni maglia che ho indossato ci sono ricordi bellissimi che porterò sempre con me. Dove sono stato conservano tutti un bellissimo ricordo e questa è la più grossa soddisfazione per un calciatore. Se devo proprio scavare, però, allora dico la doppietta a Piacenza che valse la salvezza e quella a Brescia che, invece, ci portò in Serie A. Un gol bellissimo a Fano ma anche a Cesena nel derby col Ravenna. Ma ce ne sono tantissimi”.
 
E Dario Hübner vede un Dario Hübner nel calcio di oggi? “Non so se esisterà mai un calciatore simile a me, penso sia impossibile ma a me piace tantissimo il ‘Gallo’ Belotti, un ragazzo umile, tranquillo e vuole sempre fare bene. Mi piace come giocatore e come ragazzo perché difficilmente fa polemiche o protesta, tutto qua”.
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