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Edoardo Nesi, il peso asimmetrico della pandemia

Lo scrittore racconta le storie di tanti italiani alle prese con un nuovo stravolgimento di vita, in attesa di occuparsi anche degli imprenditori del settore del gioco in lockdown.

Dieci anni dopo “Storia della mia gente”, premio Strega 2011, Edoardo Nesi torna a parlare allo stesso pubblico: gli italiani colpiti da un nuovo stravolgersi delle loro vite. “Economia sentimentale”, il suo nuovo libro edito da La nave di Teseo, è la cronaca dal vagare di un’anima in questi mesi assurdi, e se il virus e la quarantena rimangono sullo sfondo poiché irraccontabili e già vissuti, l’attenzione dell’autore si punta sui mutamenti tellurici dell’economia, e sull’impatto che hanno, hanno avuto e avranno sulle nostre vite di sopravvissuti.

È proprio da questa, purtroppo, ancora stringente attualità che partiamo, nel nostro colloquio con lo scrittore pratese. 

L'Italia è ancora alle prese con la pandemia. Ce la faremo a uscirne? Grazie a chi, secondo lei? “Di virologia non so e non capisco nulla, ma ce la faremo, son sicuro. Ci vorrà l’arrivo dei vaccini, però, perchè i nostri sforzi e quelli di chi ci governa servono e serviranno a rallentare l’avanzata del virus, risparmiando così molte vite. ma non a debellarlo”.  

Chi pagherà invece i costi maggiori? “Il costo maggiore l’hanno pagato i morti, ma soffriranno molto anche coloro che il virus ha colpito più duramente. Sarà difficile, forse impossibile, che tornino a stare come stavano prima. Parlando di coloro dal virus sono stati ignorati o solo sfiorati, e cioè della stragrande maggioranza di italiani e italiane, bisognerà vedere quale è stato l’impatto delle chiusure sulle loro attività. L’economia è stata toccata in modo asimmetrico. Molti hanno sofferto, qualcuno ci ha persino guadagnato”.

Come ne esce la classe politica, a suo modo di vedere? “Non ho simpatia per questo governo, e vedo bene gli errori che sono stati commessi, ma mi chiedo, in tutta onestà e guardando a ciò che è successo negli altri Paesi, come sarebbe stato possibile fare molto meglio. Il Parlamento ha inciso ben poco, scavalcato dai Dpcm. L’opposizione ha perso un’occasione per mostrarsi capace di collaborare per il bene del Paese”. 

Quale sarà l'eredità, nel bene e nel male, che questo evento lascerà alle persone e alla collettività? “Difficile da dire. Interi settori andranno aiutati molto e a lungo, se non ricostruiti. Di buono ci vedo solo l’affermarsi lento e difficile di una mentalità diversa, un approccio del tutto differente all’idea di produzione e consumo, che è troppo facile etichettare sotto la parola ormai abusata 'sostenibilità', ma che dall’applicazione di essa in ogni ambito non può prescindere”.

Tra le tante storie che ha inventato o raccontato, le è mai capitato di dare voce a imprenditori del settore del gioco, tra i più colpiti in questa pandemia? “No, ma credo sarebbe stato interessante farlo”.

Lei è stato politico, imprenditore, traduttore, scrittore. Oggi cosa sente di essere principalmente e qualche ricordo ha della sua esperienza politica? “Imprenditori non si smette mai di essere, una volta avviato, ma vorrei poter continuare a scrivere. È la cosa che mi riesce meglio, tra l’altro, credo. La mia esperienza politica, invece, nacque dalla responsabilità e dalla voglia di poter influire, e finì nella disillusione. Rimane l’orgoglio di aver rappresentrato perr cinque anni il mio Paese, e la certezza che non lo farò più”.

LUI CHI E'?! - Edoardo Nesi (Prato, 9 novembre 1964) è uno scrittore e politico italiano. Dopo aver completato il liceo scientifico ha diretto per quindici anni l'azienda tessile di famiglia, che poi è stato costretto a vendere nel 2004 a causa della crisi economico-finanziaria.
Dal 2009 è assessore alla Cultura e allo Sviluppo economico della Provincia di Prato nella giunta di centrosinistra guidata da Lamberto Gestri (Pd), carica che lascia nell'ottobre del 2012 per aderire all'associazione Italia Futura.
Alle elezioni politiche del 2013 è candidato nella Circoscrizione Toscana alla Camera per Scelta Civica, e viene eletto deputato.
Il 23 ottobre 2013 annuncia il suo addio Scelta Civica, ed entra nel Gruppo Misto, pur continuando a sostenere la maggioranza.
Ha pubblicato “Fughe da fermo” (1995), “Ride con gli angeli” (1996), “Rebecca” (1999), “Figli delle stelle” (2001), “L’età dell’oro” (2004, Premio Bruno Cavallini; finalista Premio Strega 2005), “Per sempre” (2007), “Gianna Nannini. Stati d'anima” (2009), “Storia della mia gente” (2010, Premio Strega 2011), “Miracolo inevitabile” (2011), “Le nostre vite senza ieri” (2012), “L’estate infinita” (2015), “La mia ombra è tua” (2019). È il traduttore italiano del romanzo di David Foster Wallace “Infinite Jest”. Ha scritto e diretto il film “Fughe da fermo” (2001).
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