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Alessandro Circiello, la salute comincia dal piatto

  • Scritto da Francesca Mancosu

Alessandro Circiello, esperto di cucina basata sulla sana alimentazione, chef e protagonista di programmi tv Rai e Mediaset, racconta a Gioco News la sua storia.

“Tutti possono cucinare a casa. Possiamo utilizzare frutta e verdura di stagione, cosi spendiamo la metà e abbiamo il doppio dei valori nutrizionali”.  A dare questo consiglio, particolarmente utile in tempi di lockdown a intermittenza e smart working, è Alessandro Circiello, esperto di cucina basata sulla sana alimentazione, chef e proprietario di ristoranti, docente e volto noto di numerosi programmi tv in Rai e Mediaset.

Sempre, come ricorda lui stesso, come “cuoco promotore di salute”. Un impegno che lo ha portato a ideare il brand “La salute vien mangiando”, con il quale realizza molteplici iniziative, eventi e corsi di cucina salutare, a collaborare con il ministero dell’Ambiente sul tema della rivalorizzazione dei prodotti alimentari e delle biodiversità, e ad essere membro della commissione Nutrizione e sicurezza degli alimenti del ministero della Salute.

Un impegno a tutto tondo, insomma, cominciato fin da ragazzo, con la scelta di fare gli studi alberghieri - “quando la cucina non andava tanto di moda”, ricorda – e tenendo ben presente che in questo mestiere “non si finisce mai di imparare”.

Con una passione per “i primi piatti, che rappresentano al meglio l'Italia”, trasmessa anche ai tanti  celebri personaggi del mondo dello spettacolo e della politica per cui ha avuto la possibilità di cucinare nel corso della sua carriera, da Madonna e Bruno Vespa a Vladimir Putin e Rania di Giordania, solo per citarne alcuni.

“Alla fine, dalle star internazionali ai politici, tutti amano le cose semplici e gli ingredienti riconoscibili dentro ad un piatto. 

Credo, ad esempio, che la cucina molecolare che fa tendenza in Spagna non abbia futuro in Italia”.

Parlando di politica, non ci possiamo esimere dal chiedere allo chef un commento sull'attualità, e sulle ricadute dell'emergenza Covid sul settore della ristorazione, al momento in cui scriviamo costretto a “ripiegare” su asporto e consegne a domicilio per sopravvivere.

“Auspico che le misure previste dal Dl Ristori - bonus, ammortizzatori, contributi e agevolazioni sulle imposte - riguardino organicamente l’intero settore, tutte le tipologie d’azienda e categorie professionali attinenti, non soltanto alcuni codici di attività Ateco piuttosto che altri.

Poi serve una maggiore flessibilità negli orari di lavoro e nell'apertura delle attività ristorative, tenendo conto che le raccomandazioni all’impiego dello smart working diminuiscono drasticamente la clientela d’uffici e strutture pubbliche dei centri cittadini.

Inoltre, bisogna favorire la creazione di piattaforme e canali alternativi di collegamento fra produttori, trasformatori e consumatori, avendo la pandemia provocato disfunzioni, oltre che sul piano produttivo, anche nella rete distributiva e logistica dell’agroalimentare, penalizzando soprattutto l’accesso alla ristorazione, ad esempio, delle piccole produzioni tipiche regionali, biologiche o a Km 0.

Bisogna ribadire attraverso campagne d’informazione i requisiti di sicurezza della ristorazione nazionale e dei prodotti alimentari italiani, contrastando la disinformazione che in ambito comunitario li ha spesso penalizzati.

E, infine, va istituito un confronto non episodico tra Governo, parti sociali e sindacati, imprese e associazioni di categoria, un tavolo permanente per immaginare il futuro tangibile di imprenditori e lavoratori del settore. Vanno varate misure permanenti sul versante economico e fiscale, attraverso una vera e propria riforma, la sola che possa oggi restituire alle aziende dell’enogastronomia nazionale, e non solo ad esse, la necessaria fiducia per affrontare un momento fra i più incerti e bui della nostra storia. Senza dimenticare la previsione di aiuti alle partite Iva che operano come consulenti nel campo alimentare realizzando una certificazione specifica, verificando tramite fatturazione elettronica presso l’Agenzia delle entrate l’oggetto specifico riferito alla fatturazione nel comparto alimentare”.

Oltre al presente, Circiello lancia uno sguardo al futuro e al ritorno alle attività di sempre. Fra loro - oltre alla partecipazione al programma di Rai 2 “ I Fatti Vostri” (in diretta dal lunedì al venerdì) e a “Buongiorno Benessere” il sabato su Rai 1, che continua anche in questo difficile momento - ci sono la cura dei menu del ristorante del Palazzo delle Esposizioni  a Roma e di quello “well being” per  gli studenti  dell’Università Luiss, sempre nella Capitale, “che racchiude  sani principi nutritivi necessari, appunto, per lo star bene .

Nell’anno del Covid-19 questo tipo di alimentazione va diffuso ancor di più per educare ad una nutrizione che apporti maggiori difese immunitarie e minore tossicità. 

Niente è più importante ed intimo di ciò che introduciamo nel nostro corpo, permettiamo al cibo di svolgere dentro di noi, spesso con azioni negative non richieste al di là di ogni immaginazione”.

La ricetta dello chef

Orzo perlato con estratto di rape rosse  
 
Ingredienti per 4 persone:
 
Orzo perlato  g 200 
Brodo vegetale  q.b
Cipolla  g 20
Olio extra vergine d’oliva  q.b
Rape rosse  g. 800
Ricotta di pecora  g 150
Limone q.b.
Pecorino g 50
Curcuma g 2
Pepe nero in grani g 1
 
Procedimento 
 
Tenere in acqua per alcune ore l’orzo perlato, scolarlo e tostarlo in casseruola con olio e cipolla tritata. Nel frattempo estrarre, con l'estrattore, il succo dalle rape rosse.
Continuare la cottura con brodo bollente, a fine cottura mantecare con l'estratto di rape. Ultimare con un filo di olio extra vergine d’oliva, la ricotta di pecora e del limone  tagliato a julienne passato per pochi secondi in acqua bollente. 
*Suggerimento a cura della  Sisa - Società italiana scienza dell’alimentazione, su questa tecnica di cottura tratta da “La salute vien mangiando®”.
 Il corpo umano beneficia dal punto di vista depurativo della somministrazione associata di questi ingredienti - nello specifico orzo, rape rosse e scorza di limone. La curcuma, una volta digerita, viene completamente espulsa dal corpo  umano. Con il pepe nero, ricco di piperina, sostanza che favorisce l’assorbimento della curcuma, quest’ultima rimane biodisponibile . 
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