Log in

Giovanni Truppi, Italia coast to coast

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il cantautore Giovanni Truppi intraprende una nuova avventura letteraria e racconta il suo viaggio musicale lungo la Penisola, tra incertezza e voglia di libertà.

Un’Italia solo apparentemente minore e perfettamente contemporanea, che risveglia una memoria che ci raccoglie tutti, nelle generazioni di ogni estate, e ci sospinge verso il desiderio della prossima a venire.

La racconta Giovanni Truppi, giovane artista napoletano che ha intrapreso una nuova avventura letteraria, successivamente e parallelamente alla sua carriera musicale. E con un libro che si intitola, appunto, “L'avventura”, edito da La Nave di Teseo ed uscito nelle librerie a luglio.

È lo stesso Giovanni a raccontare a Gioco News da come nasce il suo libro e perchè ha deciso di intraprendere questa nuova avventura letteraria e decisamente on the road.

“Il libro nasce da un viaggio che ho fatto la scorsa estate (quella del 2020 Ndr) lungo il perimetro della costa italiana, dal confine con la Francia a quello con la Slovenia passando per la Calabria e la Puglia. Siamo stati via per un mese e mezzo in un camper tenendoci lontani dalle grosse strade e cercando di rimanere il più possibili vicino al mare. L’idea di fare questo viaggio mi è venuta dopo aver letto La lunga strada di sabbia, un reportage di Pier Paolo Pasolini che si è mosso sullo stesso percorso. Appena ho messo a fuoco il tragitto ho subito pensato che era incredibile che non fosse un itinerario iconico come, ad esempio, il coast-to-coast americano e ho subito desiderato di farlo”.

Nel libro racconti il tuo tour musicale tra il primo e il secondo lockdown. Con quale stato d'animo l'avevi affrontato e quali emozioni ti ha regalato? “Lo stato d’animo era di grande incertezza: fin dall’inizio non sapevamo se il tour sarebbe durato fino alla fine. Allo stesso tempo è stato molto liberatorio, dopo i mesi di stretto lockdown, potersi ritrovare in movimento e incontrare persone. Riassaporare queste emozioni, che prima davo per scontate, è stato molto forte”.

Tra le tante tappe che avete fatto, ce n'è una che ti è rimasta particolarmente nel cuore? “Il Sentiero degli Dei. Una mulattiera a picco sul mare che prima era l’unica via di collegamento tra una serie di piccoli paesi sulla penisola sorrentina e ora è un percorso di trekking di grande fascino e con panorami indimenticabili”.

Ne L'avventura fai spesso riferimento ai tuoi ricordi d'infanzia e a bambini che giocano. Quando eri piccolo, quali erano i tuoi giochi preferiti e quali sono invece quelli che pratichi da adulto? “Quando ero piccolo mi piaceva molto giocare con le costruzioni, a Monopoli e a Risiko. Il Risiko è rimasto un gioco che mi diverte molto. Gioco anche a carte: a scopa con la mia fidanzata”.

Pensi che la pandemia ci abbia reso migliori o peggiori? In generale, ha provato a insegnarci qualcosa? “Anche se sarebbe bello accorgersi che la pandemia ci ha resi migliori credo sia ancora presto, per me, per trarre delle conclusioni su questo argomento e a volte ho la sensazione che tutto dipenda da come ognuno di noi ha vissuto e distillato questa esperienza dentro di sé. Allo stesso modo fatico a dirmi che la pandemia abbia voluto insegnarci qualcosa, anche se non mi sorprende che per molti sia stata un campanello di allarme rispetto al modello di vita che, soprattutto in occidente, abbiamo adottato”.

 

LUI CHI E'?! - Giovanni Truppi è nato a Napoli nel 1981. Ha pubblicato cinque dischi: C’è un me dentro di me (2009), Il mondo è come te lo metti in testa (2013), Giovanni Truppi (2015), la raccolta Solopiano (2017) e Poesia e civiltà (2019), indicato tra i migliori dischi dell’anno dai principali media italiani e dal quotidiano francese “Le Monde”.
Nel 2019 ha ricevuto il premio Pimi come miglior artista indipendente dell’anno dal MeiI. I suoi brani sono stati impiegati nel cinema, nel teatro e nella televisione.
Il suo ultimo lavoro, un Ep accompagnato da un libro di storie a fumetti, uscito nel 2020, si intitola 5.
Share