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Esposito e Mazzotta, anche nell’arte c’è una dose di azzardo

  • Scritto da Daniele Duso

Igor Esposito e Peppino Mazzotta presentano una storia scritta a quattro mani nella quale il gioco è protagonista, e che presto porteranno a teatro.

Poeta e drammaturgo Igor Esposito; attore, regista e a sua volta autore teatrale Peppino Mazzotta. Dalle loro menti nasce “L’azzardo”, romanzo edito da Rizzoli nel quale ritroviamo la provincia e la commedia, ma anche il calcio, la cucina, il teatro, il ballo…elementi tipici dell’italianità. E nell’incontro con i due autori al centro sta, giustamente, la loro fatica letteraria. 

Innanzitutto, perché un libro a quattro mani? Viene in mente la celebre coppia Fruttero-Lucentini, ma è indubbiamente un'esperienza un po' inusuale, cosa vi ha spinto a condividere la creazione di quest'opera, e come è stata questa esperienza? 

A rispondere per primo è Peppino Mazzotta, la cui celebrità è dovuta anche all’aver prestato il volto al personaggio di Giuseppe Fazio nella seguitissima serie televisiva ‘Il commissario Montalbano’. 

“Giustamente cita una grande coppia della letteratura italiana”, è l’incipit di Mazzotta, “che ci ha preceduto, e non è la sola. Mi piace citare anche Borges e Bioy Casares. Loro sono dei maestri, ma credo che la spinta a collaborare sia la stessa: una grande intesa e un’ammirazione reciproca per il talento altrui. Voglia di condividere idee e visioni. Del resto collaboriamo in teatro da quindici anni e avevamo già scritto testi teatrali insieme, ora dalla drammaturgia siamo semplicemente passati alla prosa”.

“L'azzardo”: non avete avuto timori a piazzare in copertina un termine che in Italia fa il paio con un'accezione non sempre positiva? 

“No, ‘azzardo’ è un termine che ci piace molto”, spiega Igor Esposito. “La vita stessa è un azzardo: si nasce e nessuno può sapere cosa gli succederà. E poi rimanda sia al mondo del gioco che all’arte. Tutte le opere che contano e resistono al tempo sono nate grazie ad una dose di azzardo e coraggio che ha spinto l’artista ad andare oltre i cliché”.

Azzardo è legato al concetto di fortuna, elemento su cui l'uomo non ha alcun controllo. Per questo forse a qualcuno fa così paura. E voi, personalmente, che rapporto avete con la fortuna?

“La fortuna”, aggiunge Peppino, “è una componente del gioco e della vita e, in parte, di una carriera; ma ho sempre pensato che senza studio e dedizione anche la sorte di aver avuto in dono un talento, a lungo andare, serve a ben poco”. 

Nel libro si notano subito gli elementi classici dell'Italia, l'arte, l'amore per il calcio, ma anche per il teatro, per la cucina e per il ballo. E poi c'è questo gruppo di personaggi strampalati che in qualche modo però cadono sempre in piedi, se serve anche giocando sporco. Ma se appaiono chiari alcuni riferimenti alla commedia all'italiana, c'è dietro la vostra ispirazione anche qualche personaggio reale? 

“Sì, il nostro romanzo”, è Igor a parlare stavolta, “è anche un viaggio che si invera nella bellezza di alcune città d’arte, dove prendono vita alcuni aspetti legati alla cultura del nostro paese. I personaggi del romanzo sono nati da esperienze vissute e da alcuni incontri. Uno scrittore osserva e ascolta, ruba dalla realtà, e poi rimodula con una dose d’immaginazione; forgiando il carattere dei propri personaggi”.

Leandro, il Profeta, che è un po' il capogruppo carismatico tra i protagonisti del romanzo, se non proprio il personaggio principale, ha una particolarità: ha talento, ma solo nel copiare opere altrui. Possiamo intenderlo come quel personaggio dotato, che tuttavia preferisce vincere facile?

“Non è questione di vincere facile”, risponde Peppino. “È una sorta di poetica, una scelta dietro la quale c’è tanta umiltà e un amore immenso per la meravigliosa tradizione pittorica. Leandro non si sente all’altezza dei grandi maestri e sceglie di divenire un copista per replicare la bellezza e scoprire la magia che c’è dietro ogni capolavoro”. 

Bene, e ora che avete rotto il ghiaccio... a quando il secondo romanzo? Scherzi a parte, quali progetti avete in programma nel prossimo futuro?
 
“Io sarò impegnato su diversi set”, spiega Peppino, “mentre insieme stiamo lavorando a vari progetti”. Progetti teatrali, ma non solo perché “tra questi”, rivela infatti in chiusura Igor, “c’è una possibilità di dare un’altra declinazione al romanzo, sia teatrale che cinematografica. Insomma ci piace azzardare”.
 
LORO CHI SONO?!?
Igor Esposito. Nato a Napoli nel 1974, è poeta e drammaturgo. I suoi testi sono stati portati in scena da alcuni dei più importanti interpreti del teatro e del cinema italiano.
Giuseppe “Peppino” Mazzotta. Nato a Domanico (Ce) nel 1971, è un attore, regista e autore teatrale. Il suo volto è noto al grande pubblico perché ha interpretato l’ispettore Fazio nella serie Il commissario Montalbano.
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