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Boo-ray: il gioco d'azzardo che imbarazza l'Nba

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

Uno scandalo che coinvolge vari giocatori di Nba che hanno accumulato debiti attraverso il gioco di carte Boo-ray.

 

 

Altro che calciopoli, matchfixing e calcio scommesse. Da oggi in poi si inizia a parlare di Boo-ray: il gioco di carte, del tutto illegale, che ha iniziato a coinvolere un numero sempre più nutrito di giocatori, sopratutto tra gli sportivi. Al punto che a farne le spese, sono stati alcuni giocatori professionisti di basket che gravitano nientepopodimeno che nell'Nba, il più importante campionato al mondo.
La vicenda più nota è senz'altro quella che riguarda Gilbert Arenas e l'allora compagno di squadra negli Washington Wizards Javaris Crittenton. A ripercorrerla (e spiegarla nei dettagli) è lo stesso Arenas in un'intervista rilasciata a Jon Gold di actionnetwork.com, dove ricostruisce i motivi che portarono l’ex compagno a puntargli addosso un’arma da fuoco, dentro uno spogliatoio del Verizon Center. Dietro alla vicenda, si capisce, ci sono i debiti di gioco, proprio a causa del Boo-ray.

 

La storia è già nota a chi segue l'Nba, visto che aveva già sconvolto il mondo del basket, qualche anno fa. Arenas, noto per le sue plateali provocazioni, dentro e fuori dal campo, dispone sopra ad un tavolo 4 pistole scariche ed invita Crittenton a scegliere l’arma per la resa dei conti tra i due.
L'altro, adirato per i debiti di gioco contratti con i suoi compagni e per le continue provocazioni di Arenas, estrae la sua pistola e la punta contro il 3 volte All-Star degli Wizards. Ma non fu sparato nessun colpo. E dopo alcuni secondi, Javaris abbassò l’arma: ma l’incidente costò ad entrambi i giocatori la sospensione per l’intera stagione Nba 2009-2010. Crittenton avrebbe smesso di giocare di lì a pochi mesi. Escluso dalla NBA, nel 2011 fu incriminato ed in seguito condannato a 23 anni di carcere per l’omicidio della 22 enne Jullian Jones.
Mentre Arenas finì ad Orlando l’anno successivo. Nel dicembre 2011 viene rilasciato dai Magic e si accasa a Memphis, per poi ritirarsi nel 2013 dopo una breve esperienza in Cina.
Nel ricostruire la sequenza di eventi che portò allo scontro con Javaris Crittenton, Arenas racconta nel dettaglio una delle abitudini più diffuse tra i giocatori Nba – ed in generale tra compagni di squadra quale che sia lo sport praticato – fuori dal campo: ovvero, le carte. E in particolare il gioco di “Boo-ray”.
A quanto pare, se avessimo la fortuna di imbarcarci su un aereo dove viaggia una qualsiasi squadra di Nba, una scena tipica sarebbe quella di vedere dei capannelli di quattro o cinque giocatori impegnati in un chiassoso gioco di carte. Il Boo-ray, appunto, e Bourrè: gioco francese introdotto negli Stati Uniti dai coloni d’oltralpe in Lousiana, nel 1800.
 
COME FUNZIONA IL GIOCO - Il Bourrè americano è un gioco di puro azzardo che mischia elementi del poker, dei più noti Spades e Hearts e della briscola. Mazzo francese da 52, cinque carte per ogni giocatore, il giocatore di mazzo sceglie la briscola dalle sue carte dopo aver visionato la propria mano. I giocatori possono quindi “vedere” o passare, e cambiare la quantità desiderata di carte. Ad ogni giro, colui che ha giocato la carta, o combinazione di carte più alta, conquista il mazzo. Il giocatore in vantaggio al termine dei cinque giri, vince la mano, e di conseguenza l’intero jackpot.
Il Boo-ray versione Nba rende le cose ancor più eccitanti, obbligando il giocatore rimasto a secco di “giri” a pareggiare la somma in palio nel jackpot, qualora si verifichi una situazione di parità tra i restanti giocatori al termine della mano.
Nel suo racconto, Gilbert Arenas ricorda di essere intervenuto a metà di una partita cui stavano partecipando – tra gli altri – JaVale McGee, Earl Boykins e Javaris Crittenton dalla quale sarebbero usciti un po' troppo agitati. Al punto da voler dare una lezione "all’insolente Crittenton". Tre giorni più tardi, Gilbert introduce nello spogliatoio quattro pistole scariche, dando inizio al confronto citato poc'anzi.
Nell’intervista, Arenas sostiene che quello fu uno scherzo, l’ennesima provocazione del veterano nei confronti della giovane testa calda. Alcuni dei giocatori presenti hanno dato nel corso degli anni la loro versione dei fatti, descricendo uno scenario a dir poco agghiacciante. Ma Arenas dice che non c'entrava nulla il gioco d'azzardo: “Trash talking, non debiti di gioco”, sostiene, parlando dell’incidente del 2009. Mentre Javaris Crittenton, oggi ancora in prigione in Georgia, non ha il permesso di parlare con la stampa, e di fornire dunque la propria versione dei fatti.
Secondo Arenas, invece, “L’intera questione non ebbe niente a che fare col gioco d’azzardo, come invece si disse e come la gente crede. Trash talking, niente altro. E stavo pure perdendo. Io sono il trash-talker, in campo e fuori. Posso perdere, posso essere sotto di 40mila, ma se riesco a farti arrabbiare al punto tale che ti sembrerà d’aver perso 20mila dollari, io sono a posto. Ho vinto. Non sono il perdente assoluto della serata“.
Nonostante ci, l'ex stella degli Wizards sostiene che il gioco d’azzardo tra compagni rappresenti un surrogato dell’ambiente competitivo che i giocatori vivono sul campo, sera dopo sera. Lo spirito competitivo, il “machismo” esistente tra giocatori sfocia spesso in gare di tiro post-allenamento in cui le puntate superano le migliaia di dollari ciascuna. Tirarsi indietro di fronte a tali scommesse non è pratica ammissibile per un professionista, soprattutto quando i guadagni sono di livello Nba.   “La prima vittoria a Boo-ray mi fruttò 700 dollari. Non stavo zitto un secondo, ero il re dell’aereo", racconta. "Da rookie, tenevo via i contanti per poter giocare. Non sapevo neppure le regole, l’importante era esserci, poter dire d’aver giocato a Boo-ray quella sera. Ma dessuno vince mai, in realtà. I soldi girano, quando giochi così tante partite. Passano di mano. La gente firma dei ‘pagherò’. Una volta che l’aereo atterra, ci hanno rimesso tutti“. Questa è la morale, di ogni gioco d'azzardo.
 
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