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Consumi digitali, chi ha vinto e chi ha perso in un anno di pandemia

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

Rispetto a marzo 2019 gli acquisti con carte di credito e bancomat a marzo 2020 e marzo 2021 sono crollati del 48 e del 32 percento. Crolla anche l'intrattenimento.

 

 

Nonostante il terzo lockdown sia stato meno impattante del primo, di inizio 2020, il risultato è stato comunque pesante (e non poco) per i consumi degli italiani. soprattutto se confrontato con la situazione a marzo 2019 (- 32 percento contro un -48 percento), come ha fatto l’Osservatorio di Axepta (Gruppo Bnp Paribas), tra i leader nell’acquiring in Italia, nello studio pubblicato ogg da IlSole24ore, dal quale emergono alcune abitudini di spesa che hanno messo in salvo alcuni settori merceologici ( servizi medici, farmacie, food, elettronica), pur compromettendone altri. Con la mancanza di turisti che ha messo sotto scacco gli albergatori di alcune città più di altre, E lo smartworking che ha decretato perdite di incassi per trasporto e benzinai oltre che per bar e ristoranti.
L'angolo di lettura dello studio è molto particolare ma altrettanto interessante, con la società che può contare su oltre 130mila Pos (per oltre 20 milioni di transazioni al mese), passando al setaccio dove e cosa è stato acquistato e cosa no con carte di credito e bancomat, modalità preferita da un italiano su tre in periodo pandemico.

Un riferimento utile in una fase di ripresa da un anno drammaticamente particolare, dove il distanziamento sociale e la situazione socio-economica sta generando anche nuove abitudini di vendita e di acquisto. Il terzo lockdown, in effetti, è stato meno impattante del primo ma ugualmente pesante per i consumi degli italiani, sempre più orientati – inevitabilmente – all'ecommerce. Per questo, i negozianti che hanno anche il canale online hanno in parte tenuto e lo si vede dai volumi complessivi. Vale anche per il gioco pubblico, vittima di una prolungata chiusura dell'intero gaming retail, che ha visto sopravvivere meglio le società leader anche sul canale online.
In generale, invece, andando a guardare cosa è stato comprato dagli italiani, l’apporto dell’ecommerce si vede e molto: nella settimana di marzo 2019 il totale dei volumi sul Pos fisico sono stati pari a 133.969.695,28 a fronte di acquisti con canale ecommerce per 8.738.418,70.
A marzo 2020 la situazione mostra volumi per 119.136.832 (canale fisico) e acquisti online per 8.363.706, 45. e ancora a marzo 2021 circa 115.000.0000 (canale fisico) e un ecommerce che conteggia quasi 9.000.000. In totale a marzo 2019 il bilancio si chiude, grazie all’apporto online, con 143.000.000, a marzo 2020 a quota 127.500.000 e a marzo 2021 a quota 123.508.000.

I SETTORI IN CRISI - Per capire come e quanto hanno sofferto i singoli comparti è stata messa a confronto la terza settimana di marzo 2021 con la rispettiva del 2019. Dal bilancio finale emerge che tra i settori merceologici maggiormente impattati dalla riduzione della spesa per i consumi ci sono nell’ordine abbigliamento/scarpe (-83 percento), bellezza ( -55 percento) che ricomprende parrucchieri e centri estetici, hotel/compagnie aeree /operatori turistici (-86 percento), entertainment (-75 percento) trasporto pubblico/taxi e benzinai (-43 percento), ristoranti/fast food (-79 percento), gioielli (-70 percento) palestre/scuole e associazioni (-64 percento).
Tra i settori in tenuta: medici/ospedali/farmacie (+5 percento), negozi di elettronica (-10 percento), riparazioni auto (-17 percento). Una menzione a parte per i comparti “arredamento/accessori/pulizia/fai da te”e “supermercati/food stores”, che seppur recentemente abbiano fatto registrare una contrazione pari rispettivamente al -32 e al -12 percento sono tra i settori merceologici che hanno evidenziato trend generalmente positivi con crescite medie a doppia cifra.

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