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Usa: la riforma del fisco bastona i vincitori delle lotterie

  • Scritto da Vincenzo Giacometti

Nonostante i cambiamenti della legge sul fisco degli Stati Uniti siglata da Donald Trump, i vincitori delle lotterie dovranno far fronte a grandi tasse.

Le prime interpretazioni che hanno fatto seguito alle annunciate modifiche della legge fiscale federale sembravano promettere maggiori “guadagni” per i fortunatissimi vincitori del super jackpot messo in palio dalle lotterie nazionali americane (Powerball e Mega Millions). Invece, nonostante la nuova legge vada a tagliare le principali aliquote fiscali sul reddito, viene anche ridotta la possibilità di detrarre le tasse statali. Con impatto inverso per i proventi provenienti dai giochi ai cittadini.

Ci sono tuttavia delle eccezioni, in quanto dieci stati americani, tra cui California, Texas e Florida, non tassano le vincite della lotteria. Ma nella maggior parte del paese, i futuri ricchi grazie al gioco, non saranno “ancora più ricchi” a causa della legge fiscale. "I cambiamenti sono sostanzialmente controbilanciati", spiega Steven Rosenthal, senior fellow presso il Tax Policy Center di Washington, al Las Vegas Sun. "La nuova tassa non darà alcun beneficio alla maggior parte dei vincitori della lotteria".

 


LA NUOVA LEGGE - Il problema sorge perché le modifiche della fascia d'imposta sul reddito federale approvate dal Congresso e tramutate in legge dal presidente Donald Trump il mese scorso hanno effetto in un momento in cui i jackpot delle due lotterie nazionali sono cresciuti enormemente. Il gioco Mega Millions offre un premio da 445 milioni di dollari nella prossima estrazione di oggi, venerdì 5 gennaio, mentre il primo premio del gioco Powerball ha raggiunto i550 milioni per il sorteggio di sabato sera. Le possibilità di vincere i jackpot, come noto, sono incredibilmente piccole (circa una su 302 milioni per Mega Millions e una su 292 milioni per Powerball) ma per chi riuscisse nell'ambitissima impresa, il suo reddito da sogno diventa più piccolo di quanto potesse immaginare. Ciò accade perché, in genere, quasi tutti i vincitori riscuotono il premio in contanti. Questo però, pensando al premio del Mega Millions di oggi, significherebbe vincere un premio da 277 milioni in contanti invece della tanto sbandierata cifra di 445 milioni di dollari in rendite versate in 29 anni.
Partendo da questa cifra, il 37 percento (cioè circa  102,5 milioni) sarebbero dovuti al governo federale in tasse. Si tratta di un risparmio di circa 7 milioni di dollari rispetto alla vecchia aliquota del 39,6 percento, ma il factoring nel cambio di detrazione statale avrebbe cancellato il bonus.
Secondo la vecchia legge, le imposte statali sul reddito potevano essere detratte dalle tasse federali, ma tale detrazione ora è limitata a 10mila dollari. Le tasse statali sulle lotterie variano da circa il 3 a oltre l'8 percento, quindi con un premio in denaro di 277 milioni di dollari, la bolletta del vincitore potrebbe salire di 15 milioni o più. Niente male lo stesso, per carità. Ma sembra proprio che a vincere sia più che altro lo Stato.

 

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