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I ‘silenzi brevi’ di Rosenberger al Casinò di Sanremo

  • Scritto da Redazione

Un viaggio all’interno di una spiritualità che plasma, che diventa materiale e al tempo stesso si innalza in un bisogno estremo di un’impalpabile leggerezza, che supera la stessa materia, divenendo a volte sorriso, a volte intensa dolcezza, a volte acuto dolore. Impossibile descrivere compiutamente il sentimento che promana dalle opere dell’artista Michal Rosenberger per la prima volta a Sanremo, nel foyer di Porta Teatro, con la mostra: ‘Silenzi Brevi’, naturale continuazione di ‘Poiché l’uomo è l’albero del campo’, esposizione personale presso lo Spazio Oberdan a Milano, appena conclusa.

La mostra, aperta al pubblico dal 1° ottobre rientra nelle azioni volute fortemente dal CdA della Casa da gioco per diffondere cultura e conoscenza del valore artistico legato non solo al nostro territorio, ma anche a quello internazionale.

L’ARTISTA - Pur non professando un credo religioso, Michal Rosenberger è un’artista capace di trasmettere con le sue sculture una profonda spiritualità che rimanda, pur nella attualità del linguaggio, alle radici plurimillenarie della cultura ebraica e alla sua promessa di compimento che ancora oggi è capace di interrogare le attese e il desiderio dell’uomo contemporaneo, come se l’artista fosse un canale attraverso il quale passa una pulsazione di tutto ciò che è vita: nascita, morte e tutto quello che esiste prima, dopo e fra quelle due fasi. La sua ricerca artistica e la sua connotazione estetica sono ormai ampiamente riconosciute e hanno saputo destare l’interesse della parte più attenta della critica.

Michal Rosenberger nasce in Israele nel 1968, ma vive e lavora a Milano. Nel 1991 approda in Italia, dove nel dicembre del 2000, si laurea con il massimo dei voti alla facoltà di Architettura presso il Politecnico di Milano. Da sempre Michal nutre e coltiva una passione particolare per l’arte in tutte le sue espressioni, con accento sempre crescente per la scultura. Le sue opere emanano un’intensa emotività, che ha subito colpito critici e appassionati. Incoraggiata da questo consenso, la Rosenberger ha sviluppato negli anni una continuativa creatività scultorea, caratterizzata dalla personale ricerca di espressione figurativa. Nell’ottobre del 2006 le viene assegnato il Primo Premio della scultura alla sesta edizione del Premio Nazionale di Pittura e Scultura Città di Novara. Tra le mostre personali ricordiamo: all’Auditorium G. Verdi di Milano nel 2005; al Castello di Grumello (BS) nel 2009, a cura di Philippe Daverio e Jean Blanchaert; a Milano, Galleria Blanchaert, nel 2010.

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