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Ecco come può riprendere la Serie A e ora tocca alle scommesse in agenzia

  • Scritto da Cesare Antonini

La Serie A riparte il 13-14 giugno con la Coppa Italia e il 20 con le regular season: ancora molte cose da decidere specie sugli orari di gioco. 

Il 13 e il 14 giugno si giocheranno le semifinali di Coppa Italia, il 17 la finale. Il 20 riprenderanno la serie A e la serie B. Dopo una lunghissima gestazione l’Italia riesce a raggiungere, insieme all’Inghilterra, la Germania già ripartita. Il rigidissimo Comitato Scientifico ha dato l’ok ai protocolli e anche gli scettici e il prudentissimo ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, alla fine hanno dato il via libera.

IL PARADOSSO DEL BETTING - Ora c’è da abbattere un altro clamoroso paradosso della politica e di questa era di pandemia: il Governo ha apposto una tassa dello 0,5% in più sulle scommesse sportive che, adesso avranno nuova linfa vitale grazie ai nostri campionati, i più bettati. Ma Conte e i suoi tengono ancora chiuse le sale betting e si potrebbe puntare solo online. La tassa è estremamente penalizzante per i bookmaker e dovrebbe finanziare lo sport ma, senza possibilità di andare in agenzia, come faranno i tifosi a contribuire a questo ennesimo prelievo? Cadrà anche questa assurdità, ne siamo certi. E passiamo a come sarà il nuovo campionato post Covid-19. 

 

DA DOVE SI RIPARTE - La risposta non tarderà molto ad arrivare, perché stanno per riunirsi prima il Consiglio di Lega e poi l’Assemblea. Si dovranno esprimere anche su questo. Nei giorni scorsi il Consiglio aveva deciso che, qualunque decisione avesse preso il ministro dello sport Spadafora, il campionato sarebbe comunque ricominciato dai recuperi della venticinquesima giornata: Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria e Torino-Parma. L’ipotesi che queste quattro partite potessero essere precedute dalle due semifinali di Coppa Italia - cioè Juventus-Milan e Napoli-Inter - era stata presa in considerazione dalla Lega, ma che prima della serie A si dovesse giocare anche la finale, no. Questo ha scombinato i piani. Quindi, le ipotesi su cui lavorare per il ritorno della A il 20 giugno sono due:

  • Ipotesi 1: confermare la ripartenza dai recuperi della 25^ giornata
  • Ipotesi 2: giocare la 27^ giornata, che prevede fra le altre Atalanta-Lazio, Bologna-Juventus e Inter-Sassuolo
  • E’ CALDO, QUANDO SI GIOCA? - In generale, si dovrà correre, perché andranno completate 13 finestre di campionato entro il 2 agosto, quindi in 44 giorni. Si dovrebbe giocare alle 17.15, alle 19.30 e alle 21.45. Anche questi tre slot saranno argomento di discussione fra i venti club di serie A. Intanto, sono arrivate le prime reazioni del presidente di Lega Dal Pino: "Abbiamo affrontato con coerenza, determinazione e spirito di servizio un periodo straordinario, complesso e pieno di ostacoli e pressioni. Lavorando sempre con un solo pensiero: il bene del calcio e la difesa del suo futuro, che per la serie A significa tornare a essere il campionato più bello del mondo".

CHAMPIONS ED EUROPA LEAGUE - Roma, Inter, Atalanta, Juventus e Napoli aspettano anche le notizie in arrivo dalla Uefa su come riprenderanno Europa League e Champions League. A proposito della Champions, è stata presa anche in considerazione l’ipotesi che, dopo il ritorno degli ottavi di finale fra il 7 e l’8 agosto, si possano giocare i quarti di finale in campo neutro e in partita secca, per poi chiudere con una Final Four, da non disputare più ad Istanbul bensì in Germania. Onda lunga della ripartenza anticipata della Bundesliga.

IL COVID METTE ANCORA A RISCHIO - Per determinare un nuovo stop del campionato, con le attuali regole, basterebbe un solo positivo al coronavirus fra calciatori e staff di uno dei 20 club. In caso di un contagiato, lui andrebbe in isolamento, e l’intera squadra sarebbe confinata per 14 giorni in ritiro, potendo svolgere allenamenti individuali ma non giocare partite. E con 124 partite da incastrare fra il 20 giugno e il 2 agosto, tempo per recuperare le gare perse non ce ne sarebbe. Il calendario è già fitto al punto da avere fatto infuriare le quattro semifinaliste di Coppa Italia (Juventus, Napoli, Inter e Milan) costrette a giocare due o tre gare nella prima settimana di ripresa. L’unica possibilità per sperare di arrivare in fondo al campionato è quindi convincere il governo a cambiare le regole e consentire la quarantena per i soli contagiati e non per l’intero gruppo squadra. La Lega di Serie A ci sta provando. Ma l’ipotesi di un ammorbidimento delle regole è legata a un filo sottile: se i contagi nel Paese dovessero aumentare, è improbabile che il governo faccia marcia indietro.
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