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I giochi olimpici di Tokyo 2020 al via: i bookmaker mettono in pista le loro strategie

  • Scritto da Cesare Antonini

Dopo Euro 2020 spazio adesso ai Giochi Olimpici di Tokyo, slittati anch'essi per il dannato virus. Ma che impatto avranno medaglie e sport minori sulla lavagna di scommesse di bookmaker? 

Si sa, il calcio domina su tutti, poi c'è il basket e quindi il tennis. Ma i giochi olimpici di Tokyo 2020 possono dare un impulso alla raccolta di scommesse che viene da una stagione ricchissima dopo l'annus horribilis che ha letteralmente azzerato gli eventi sportivi durante i primi lockdownd da Covid-19. Per fare il punto abbiamo interpellato i Ceo di due società molto importanti e che vantano una grandissima esperienza nel settore del gioco legale. 

Caramatti (Ceo Fantasyteam.it): “Oltre ai giochi olimpici lavoriamo sul prodotto e nuovi mercati di scommesse”.

Un operatore che sta crescendo molto a livello di raccolta di gioco ma soprattutto nella qualità dell'offerta dei vari verticali di prodotto è Fantasyteam.it col suo Ceo, Niccolò Caramatti che segue insieme anche il brand dalle incredibili potenzialità mediatiche, Sportitaliabet.it. 

Partiamo da lui, quindi, per capire cosa significherà per i bookmaker e per i giocatori, avere a disposizione tantissimi eventi su cui scommettere come le Olimpiadi di Tokyo 2021 (o 2020). “È senza dubbio una manifestazione di grande interesse ma le scommesse rimangono per la prevalenza basate sul calcio – esordisce Caramatti – in ogni caso l'evento servirà per arricchire il palinsesto ma non mi aspetto un boom per questo evento. Gli sport minori lo sono anche per il betting. Poi c’è chi ama giocare e intrattenersi su qualunque cosa e c’è possibilità di divertirsi comunque”. 

Euro 2020, invece, com'è andato? “C'è stato un calo per tutti credo, ma lo definirei strutturale e fisiologico. La Serie A è molto più impegnativa e produce molti più flussi di gioco. I numeri sono comunque buoni e il calo dipende anche dalle poche partite offerte, seppur importanti, rispetto a quando sono attivi campionati e coppe. C'era anche la Coppa America in gioco ma anche qui sono poche le partite importanti da giocare. Avere meno mercati e meno possibilità di combinazione è un danno soprattutto per il live che ormai rappresenta 40-45 percento del giocato. E nella prima fase l’Italia che giocava bene paradossalmente ha influito negativamente sui numeri. Inoltre il calo fisiologico – prosegue Caramatti – è dovuto ai 35 gradi e alla voglia della gente di uscire dopo i tanti mesi in lockdown anche se si può giocare sempre mobile”. 

Fantasyteam, però, non aspetta solo che arrivino gli eventi per raccogliere gioco: “Noi stiamo dando all’appassionato di calcio nuovi mercati su cui puntare e ci stiamo avvicinando molto alla logica dei Daily fantasy sports da dove veniamo – prosegue Caramatti – sono scommesse molto apprezzate sulla prestazione individuale del giocatore, se verrà ammonito, se farà gol o quanti tiri in porta effettuerà. La bet in questo modo è molto più divertente e stiamo allargando molto il palinsesto su quello. Inoltre, grazie all’input della tv Sportitalia, che è la casa del calcio mercato, il bookmaker Sportitaliabet vuole diventare a sua volta punto di riferimento delle trattative ma del betting. Comunque la scala dei valori nelle scommesse rimane in quest'ordine, calcio, basket e tennis”. 

Al lavoro anche su nuove offerte e sui siti di gioco: “Per la ripartenza dei campionati ci sono in ballo due progetti molto importanti in collaborazione con Sportitalia che spero possa dare visibilità positiva al mercato dei giochi – spoilera Caramatti – ma continuiamo a lavorare su novità e importanti innovazioni strutturali sui siti, lanceremo anche le nuove app di gioco e di poker e tutto il sito cambierà pelle per settembre e ottobre”. 

La crescita è evidente, la speranza è che a livello legislativo si trovi presto la strada per bandi e riordino: “La crescita è stata possibile anche grazie al gruppo E-Play24 che sta salendo ancora più velocemente a livello di sviluppo. Noi siamo migliorati a livello esponenziale ma servono importanti investimenti per rimanere agganciati alla crescita tecnica – spiega il ceo di Fantasyteam – sui bandi siamo sempre nel campo dei rumours, alcuni più sicuri, altri vengono smentiti entro una settimana. Di sicuro le concessioni a 2,5 milioni di euro potrebbero rappresentare un problema per molti anche se alcune indiscrezioni sembrano vederli allontanare da quella convinzione”. 

E il riordino del settore? “Più che per le online il retail è un caos talmente grande che se non ci sarà un intervento massivo sarà difficile risolvere tutti i problemi. Per il nostro bando la valutazione sarà prettamente economica ma ha senso spremere i concessionari che poi non faranno altro che scaricare tutto sui players? Se si cerca la concentrazione la strada è quella giusta nel senso che su 86 concessioni attive circa i due terzi rischiano di non riuscire a pagare la licenza. Il rischio – conclude Caramatti – è che tanti operatori scompariranno e la concentrazione sarà più dannosa che utile al mercato”. 

Mazza (Oia Services): “Le Olimpiadi ossigeno per le agenzie, sui bandi di gara seguiamo l'approccio Adm”: “Storicamente le Olimpiadi non attraggono gli scommettitori nella stessa misura dei grandi eventi estivi di calcio e tennis. Tuttavia, in questo anno del tutto particolare, ci aspettiamo che vi sia interesse anche su altri sport e che possa sostenere un po' le nostre agenzie che finalmente hanno potuto riaprire dopo un lungo, e per certi versi assurdo, lockdown che le ha penalizzate in confronto di ogni altra attività commerciale”. È il punto di Carmelo Mazza, Ceo di Oia Services che detiene due brand molto importanti per le scommesse nel settore retail e online e nell'igaming a 360 gradi, Betaland ed Enjoybet. Le Olimpiadi, in effetti, potranno aiutare le agenzie partite proprio nel bel mezzo di Euro2020.

E gli europei di calcio, invece, come sono andati? Qual è stato l'impatto del betting sui vostri canali? “C'è tanta voglia di normalità. E la normalità è anche poter scommettere allegramente sull'Italia dopo tanti anni che la nostra Nazionale arrivava male, o non arrivava del tutto come negli ultimi Mondiali di Calcio, alle fasi finali. L'impatto è quindi positivo soprattutto sul canale fisico che è ripartito bene”.

Proprio mentre realizziamo questa intervista si rincorrono notizie su problemi ennesimi al bando per le concessioni online: qual è la posizione di Oia Services in questo caso, titolare di due importanti brand di igaming? “Noi seguiamo con grande attenzione il dibattito sulla regolazione del gioco in Italia e ci riconosciamo nelle parole di grande equilibrio del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli Marcello Minenna – prosegue Mazza - riteniamo che oggi non vi siano le condizioni per i bandi nel settore dei giochi in nessuno dei segmenti di prodotto e dei canali di offerta. Piuttosto che nuovi bandi noi auspichiamo da una parte il completamento del disegno regolatorio attuale sull'online che dia certezze alla rete di supporto all'acquisizione dei clienti. Dall'altra parte riteniamo giunto il tempo di un intervento di sistema che risolva le problematiche emerse negli ultimi 3 anni e che, finalmente, restituisca dignità a chi opera nel settore del gioco legale, troppo spesso trattato in modo inaccettabile da certi mezzi di comunicazione di massa. Una volta definito il modello di regolazione del settore che si vuole porre in essere, ci sarà tempo per i bandi: fare il contrario sarebbe illogico e dannoso. Riteniamo tuttavia che l'intervento di sistema non debba calare dall'alto sulla base di approcci ideologici e/o cervellotici, come troppo spesso accaduto negli anni recenti. Per questa ragione valutiamo con estremo favore il metodo dei public hearings inaugurato da Adm e che ci pare risponda adeguatamente all'esigenza di delineare una riforma il più possibile partecipata”.
 
Dopo i primi lockdown del 2020 gli eventi sportivi sono ripresi e, come detto poco sopra, dopo Euro 2020 ecco le Olimpiadi: da annus horribilis a mesi da sogno vista la notevole offerta di gioco? “Non voglio cadere in facili entusiasmi: stiamo ancora attraversando un tempo difficile e ci sarà ancora da lavorare e lottare prima di poter dire di aver superato quello che giustamente chiami annus horribilis. Tuttavia, durante le difficoltà emergono talenti e capacità. Noi crediamo di averne abbastanza per poter essere fiduciosi in un futuro ancora da protagonisti”, conclude Carmelo Mazza.
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