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Arte, Gamification e Nft: arriva l'App Contagion Hypercasual Multiplayer Experience

Contagion: un'App e una mostra al museo Mlac di Roma per riflettere su Arte, Gamification e Nft, in modo coinvolgente.

Un’affascinante transizione dell’opera d’arte “fisica” verso il digitale, grazie alla realizzazione di un'App/videogame, attiva dal 31 maggio, e alla generazione di Nft. Per tornare nuovamente alla dimensione “analogica” con una mostra in programma dall’11 al 19 novembre 2022 al MLAC – Museo Laboratorio Arte Contemporanea, Università Sapienza, Roma – a cura di Maria Italia Zacheo. Tutto questo, in sintesi, è il progetto Contagion Hypercasual Multiplayer Experience, realizzato dalla casa editrice Gn Media, che unisce la performance artistica, il mondo dei videogiochi e quello degli Nft.


Un progetto nato dall’incontro di un gruppo di persone che, grazie alle loro curiosità e alle loro competenze, hanno immaginato di attualizzare e trasformare un’originale serie meta/fotografica in un’applicazione informatica. Un regista/fotografo, ideatore dell’opera, un’architetta/storica dell’arte (la curatrice, Maria Italia Zacheo), una giornalista (Sara Michelucci) e un giornalista/editore (Alessio Crisantemi), un digital team (quello di Criticaldrop Entertainament, guidato dal Ceo Andrea Guzzon), un artista/graphic designer (Giuseppe Berni, studio Visu4l), una producer. Dando vita a una vera e propria contaminazione di idee e suggestioni - un “contagion”, appunto - che hanno portato fino alla creazione del progetto di oggi: Contagion Hypercasual Multiplayer Experience. In un work-in-progress continuo e non ancora concluso, dove si sono susseguiti nuovi spunti, nuove idee e finalizzazioni ed altri ne seguiranno ancora, in futuro. Quanto meno fino all'approdo al Mlac di Roma, il Museo di Arte contemporanea dell'Università La Sapienza, dove si svolgerà la mostra conclusiva con il rilascio dei dati relativi alla prima stagione dell'espertimento sociale promosso dalla App.

L'App è stata lanciata in occasione della presentazione del progetto, lo scorso 31 maggio, alla Casa del Cinema di villa Borghese, a Roma, in un evento-dibattito al quale hanno partecipato, insieme ai responsabili del progetto Contagion, una serie di esperti, studiosi e personalità di spicco del mondo dell'arte e della cultura, come: Filippo Di Giacomo - Antropologo e Giornalista, Fiorella Bassan - Filosofa e scrittrice, Miriam Mirolla - Docente Accademia delle Belle Arti di Roma e presidente APEXperience Association, Ilaria Schiaffini - Direttrice MLAC Museo Laboratorio Arte Contemporanea, Maurizio Mensi - Consigliere Comitato Economico e Sociale Europeo a Bruxelles, Michaela Liuccio - Docente Comunicazione Biomedica Facoltà di Farmacia e Medicina La Sapienza di Roma, Cesare Biasini Selvaggi - Direttore editoriale Exibart, in un dibattito moderato da Marco Ancora - Responsabile Nazionale Cultura Ciu.

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IL CONCEPT ARTISTICO - La suggestione proposta dal progetto è quella di interrogare su quale sia oggi il destino di un’opera d’arte nel contesto delle trasformazioni tecnologiche. La riproducibilità tecnica fa vacillare l’autorità dell’autentico, dell’hic et nunc; fa sì che l’aura dell’opera, unica e irripetibile, venga meno. Oltra a ciò la riproducibilità converte la natura dei soggetti della fruizione estetica. Contagion è un’esplosione concreta e diffusa: un’opera unica – ovvero, una serie di quindici tavole –  che intenzionalmente si trasfigura in applicazione informatica e mette in rete la propria metamorfosi. L'opera Contagion da oggetto diviene esperienza: esperienza nella rete, esperienza collettiva. In questo senso parliamo di Contagion Hypercasual Multiplayer Experience come un progetto che rende l’opera d’arte qualcosa di “vivo”: un’esperienza partecipativa, uno studio sociale che esalta il messaggio, sia sul piano del singolo sia sul suo essere parte di una comunità. Coinvolgendo i partecipanti – in base alla loro posizione geografica – nel raggiungimento di un obiettivo comune, che sia anche solo l’osservazione di un fenomeno attraverso delle statistiche o quello di arginare/dirigere un contagio. Nasce quindi una comunità. Assumendo su di sé, interpretandola, l’ineffabilità del mondo digitale/virtuale, della rete e, grazie a questo passaggio – dall’analogico al digitale – l’opera si polverizza e si dissemina nel web. Trasfigurandosi diviene bene collettivo, patrimonio della potenziale comunità. In questo senso abbiamo visto un possibile collegamento con la condizione pandemica e, forse ancora più centrato, con il dibattito pubblico sulla causa ambientale, che sta rivelando un certo grado di partecipazione collettiva, soprattutto tra le nuove generazioni, dove il digitale è elemento nativo.
“Dall’idea iniziale di “gamificare” una serie di tavole fotografiche, sulla quale si era generato il gruppo di lavoro, siamo presto arrivati all’obiettivo di finalizzare il progetto nell’ambito della blockchain e, quindi, degli Nft”, spiega Alessio Crisantemi, presidente e co-fondatore di Gn Media, coordinatore generale del progetto. Dalle serie metafotografiche Contagion2013 e Contagion2021, di Fabrizio Borelli - fotografo, regista, art maker – nascono così “Contagion Hypercasual Multiplayer Experience”, una inedita App, e “Contagion Nft”, una collezione di oggetti digitali (“Non Fungible Token”), opera dello stesso autore. Nucleo e anima del progetto rimangono le due serie metafotografiche di Fabrizio Borelli, sequenza narrativa di quindici più quindici tavole, griglie ortogonali di venticinque celle ciascuna. Segno-base un encefalo umano, elaborazione di immagine diagnostica riconoscibile. Nella prima e nella penultima tavola l’immagine è grande, unica, centrata, invade lo spazio. L’ultima tavola è nera: il buio, il vuoto. Così annota Fabrizio Borelli: le immagini diagnostiche vanno nel profondo della materia di cui siamo fatti, segni certi dell’essere o dell’essere stati in vita. La forma-archetipo rappresenta concettualmente l’individuo, l’umana essenza. Scrive Maria Italia Zacheo: la sequenza rappresenta una comunità che, inizialmente affollata, improvvisamente e senza ragione apparente, a poco a poco lascia vuoti, trasformando l’assetto appena raggiunto, pregiudicando gli equilibri in essere. L’opera individua, nell’assenza, una possibile altra presenza, il diverso, l’intruso. È un’invasione, una contaminazione? Nell’intento provocatorio è aperta la risposta, è sospeso giudizio. Preziosa intuizione l’idea di trasformare l’opera analogica – narrazione ineluttabile - in un game, o più precisamente, un idle game. Dall’Opera nasce una creatura interattiva. Nel gioco un passaggio vitale.

Contagion, attraverso il processo della gamification, vuole incoraggiare il coinvolgimento, sollecitare la partecipazione. Nell’ipotetico paradosso del gioco solitario matura e si sviluppa un vero e autentico engagement. Giocare è partecipare. Giocare l’arte, giocare con l’arte, qui significa prendere parte al processo di crescita culturale nell’ibrido dell’esperienza artistica e umana, nella fluttuante ineffabilità del mondo virtuale. La complessità nella quale predisporsi e allenarsi alla condivisione e alla partecipazione è il solo modo/mezzo per fronteggiare la forza che la natura lascia sfuggire dai suoi territori ancora inesplorati, senza freno né regole. Con la APP Contagion l’opera si dissemina nel web, diviene bene collettivo, patrimonio di una potenziale comunità.
Contagion, strumento di connessioni multiple e complesse, interroga il desiderio di riconoscersi in una comunità, stimola emozioni e interazione sociale. E il binomio connessione-condivisione è già nel lavoro corale svolto – artista, curatrice, ideatore dell’App, coordinatore, organizzazione generale – verso la realizzazione dell’obiettivo, l’idle game con la sua comunità. Nel contesto delle trasformazioni tecnologiche Contagion - Hypercasual Multiplayer Experience rende l’opera d’arte esperienza partecipativa.

contagion gioco

COME FUNZIONA IL L'APP GIOCO - Lo scopo principale del gioco è la partecipazione. Collegati all’applicazione almeno una volta al giorno per aumentare il tuo stato di resistenza e dare il tuo contributo di partecipazione alla comunità. Alla conclusione di una stagione, vi saranno più RESISTANT o più VECTOR?
Ecco come funziona il gioco: tutti gli utenti iniziano come RESISTANT; chi smette di partecipare diventa velocemente un VECTOR; un VECTOR può contagiare un RESISTANT; Partecipando si torna ad essere o si rimane RESISTANT; Utenti RESISTANTS con un qualsiasi livello di immunizzazione possono sviluppare immunità di massa se sono vicini ad altri utenti immunizzati; RESISTANTS in immunità di massa possono convertire un VECTOR. L'applicazione, naturalmente, richiede la geolocalizzazione.

contagion nft

NFT DIVENTA PARTE DELL'OPERA - Ogni utente che partecipa all'esperienza riceverà un codice di partecipazione. Alla fine di ogni stagione verrà generato e distribuito sulla blockchain un NFT di Contagion. L'opera inedita di fine stagione riporterà i codici di partecipazione dei giocatori creando un indissolubile binomio arte - partecipazione.

APP COMPLETAMENTE FREE - Contagion - Hypercasual Multiplayer Experience è un "Art Game" prodotto e realizzato dalla Criticaldrop Entertainment per conto di Gn Media, tratto dall'opera Contagion di Fabrizio Borelli realizzata nel 2013: è disponibile gratuitamente, senza alcun scopo di lucro né meccanismi pubblicitari di sorta (come tengono a sottolineare i promotori) dal 31 maggio 2022, su Apple Store, Google Play e tutti gli store digitali. L’intervento è stato realizzato con il sostegno dei Fondi POR FESR Umbria 2014-2020 – Az. 3.2.1 – Bando per il sostegno agli investimenti nel settore culturale, creativo e dello spettacolo.

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