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Apple, dai videogame più di 45 miliardi nel 2020

Pur non producendo videogame la casa di Cupertino guadagna dal mercato videoludico più di aziende che ne fanno il loro core business.

Apple guadagna, con i videogame, più di Sony, Microsoft, Nintendo e Activision Blizzard messe insieme. Può sembrare impossibile, ma è semplicemente il risultato del marketplace di Apple, attraverso il quale devono passare tutti coloro che intendono vendere app, e quindi anche giochi, sui dispositivi della Mela.

In attesa di capire se e come la sentenza del caso Apple contro Epic potrebbe cambiare il mercato, rendendo le aziende terze libere di monetizzare il proprio lavoro senza dover passare attraverso l'AppleStore (che significa versare ad Apple il 30 percento circa dell'incasso) per ora la casa guidata da Tim Cook può contare su un asset che le frutta miliardi di dollari. 8,5 miliardi nel 2019, stando a quanto riportato in un recente articolo del Wall Street Journal, che ricorda alcuni dati emersi nel corso del processo citato in precedenza.

Il solo Apple Store, sempre nel 2019, stando ad un'altra rilevazione, avrebbe fruttato ad Apple almeno 15,9 miliardi di dollari, con il 69 percento di questi provenienti dal settore del gaming; da cui risulta una cifra (quasi 11 miliardi) ancora superiore a quella emersa nel corso dell'istruttoria del processo tra Apple e Epic. Una cifra peraltro lievitata nel corso del 2020, quando, probabilmente complice la pandemia, secondo Sensor Tower la spesa relativa a videogame sull'Apple Store potrebbe aver superato i 45 miliardi di dollari.

La cifra incassata da Apple, di fatto, supera gli incassi complessivi di di Sony, Microsoft, Nintendo e Activision Blizzard. Impressionante considerando anche il fatto che le ultime due, delle quattro citate, fanno del videogame il loro core business. 

Apple ovviamente, per ora, ne approfitta, in attesa di sapere se, oltre alle decisioni legali relative alla causa avviata da Epic Games, ci saranno novità anche dalla Cina. Le ultime restrizioni imposte dal governo cinese al mercato dei videogame (o meglio, agli utenti minorenni di questo mercato) potrebbero infatti portare risvolti poco piacevoli anche nelle casse di Cupertino, dove il mercato cinese pesa circa il 30 percento del totale (più di quello Usa, che si attesta sul 26 percento).

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