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2011, il Comma 7 resiste: Zaccaria (Tecnoplay): “Stasi del mercato, ma urge una regolamentazione”

  • Scritto da Sara Michelucci
mauro_zaccariaSi può fare un bilancio 2011 per il comparto dei videogiochi? “Il bilancio 2011 per il videogioco – afferma Mauro Zaccaria della Tecnoplay - non ha avuto particolari variazioni rispetto all’anno precedente. Fortunatamente il mercato ha manifestato lo stesso un certo interesse per il videogioco anche se, purtroppo anche per il 2011, non è stato possibile importare sul mercato italiano le grandi novità provenienti dall'estremo oriente a causa della mancanza di una legislazione che lo permetta (i videogiochi collegati online per puro divertimento)”.
Cosa vi aspettate per il 2012? “Sul mercato internazionale le novità per il settore amusement sono parecchie, anche se parte di esse richiedono un adeguamento legislativo che ne permetta l'importazione anche sul mercato italiano”.

A livello politico e istituzionale quali novità vi aspettate per il settore e cosa chiedete? “In primis sicuramente chiediamo di adeguare la legislazione che regola il settore in modo che sia possibile importare anche in Italia le novità che sono presenti su tutti gli altri mercati. Inoltre, una certa semplificazione ed accelerazione delle procedure di omologa darebbe la possibilità agli importatori di azzardare di più e alle sale giochi di ampliare e variare di più l’offerta di gioco al pubblico.
In questo mercato, un grande mercato di giochi per gli under 15 ci è completamente precluso a causa di una legge, nata sì per prevenire frodi, ma già obsoleta al momento stesso dell’uscita della stessa”.

Le sale giochi di puro intrattenimento vanno ancora o risentono della crisi e della mancanza di novità per il comparto del puro intrattenimento? “La mancanza di vere novità del settore erode ogni giorno il numero di persone che escono di casa e si recano in sala giochi per giocare. Ad oggi le sale che sopravvivono contano moltissimo sui "casual gamer", ovvero del pubblico che è presente in sala giochi solo occasionalmente. Infatti sopravvivono solo le sale inserite in una più ampio contesto di divertimento: multisala cinema, location di vacanze, ecc.
Il cosiddetto "hardcore gamer" ovvero quello che, un tempo, usciva di casa per recarsi in sala appositamente a giocare ad un preciso gioco, è stato perduto, in Italia, a causa della mancanza dell'arrivo delle grandi novità che, in Giappone, sono riuscite a tenere il passo con le consolle da casa. Gli hardcore gamers italiani oggi si chiudono in casa e giocano, spesso isolati o connessi con altri giocatori tramite la rete.
Cosa completamente diversa succede in Giappone dove le sale sono vive e piene di hardcore gamers che si recano in sala appositamente per giocare ed incontrarsi con il gruppo di amici con cui socializzano.
Il gap tra il nostro mercato ed il mercato estero si va erodendo sempre di più, causando una lenta erosione delle sale giochi ex art. 86, a favore di un aumento della sale giochi art. 88 e, per quanto noi importatori ci possiamo impegnare, siamo impotenti di fronte ai blocchi imposti da una legislazione da cambiare il più in fretta possibile”.


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