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Videogiochi e moralità: Andrighetto (Univ. Genova) "Serve maggiore informazione tra gli adulti"

  • Scritto da Sara

“La ricerca è partita circa tre anni fa e inizialmente ero assegnista all’Università di Milano Bicocca e insieme ai colleghi Alessandro Gabbiadini, Paolo Riva e la professoressa Chiara Volpato, abbiamo deciso di approfondire la linea di ricerca sui videogiochi”. È quanto spiega a Gioconews.it, Luca Andrighetto ricercatore di psicologia all’Università di Genova in merito alla ricerca sui videogiochi violenti che ha condotto.

 

LA RICERCA - In letteratura “c’è moltissimo sulla relazione tra videogiochi e aggressività, mentre i nostri studi vanno oltre, perché ipotizziamo che soprattutto Gta possa andare a influenzare sia l’aggressività ma anche la sfera morale. In questi tipi di giochi c’è anche una componente di ‘immoralità’, dove si chiede di uccidere, spacciare, etc. Questa era la nostra ipotesi di partenza dello studio appena pubblicato e in cui ha partecipato anche Brad Bushman (University Of Ohio), uno dei maggiori studiosi internazionali del tema. nello studio abbiamo preso un campione di circa duecento ragazzi e metà di questi hanno giocato circa un’ora a Gta e l’altra metà giocava a un gioco dai contenuti neutri, come Pinball. I risultati hanno mostrato che gli adolescenti che giocavano a Gta, rispetto a Pinball, non solo mettevano in atto comportamenti più aggressivi ma tendevano anche a mentire di più allo sperimentatore. Inoltre, mostravano un senso di self-control più basso, riscontrato attraverso un consumo più alto di cioccolatini sia durante che dopo il gioco”.

 

L’INFLUENZA DEL GIOCO - Un altro aspetto importante da sottolineare è l’influenza effettiva del gioco, rispetto alle propensioni individuali della persona: “Se da un lato, la predisposizione individuale ad attuare comportamenti aggressivi e/o immorali sembra amplificare gli effetti, la relazione causale tra esposizione a determinati videogames (ad es., Gta) e l'aumento di comportamenti negativi nel mondo reale è inconfutabile, e mostrata da centinaia di studi condotti in laboratorio e sul campo”, aggiunge il ricercatore.

 

IL PEGI - Qual è l’obiettivo di ricerche di questo tipo? “Di portare avanti una politica di sensibilizzazione sia dell’opinione pubblica che dei genitori. Visto il grandissimo uso che viene fatto di questi giochi, forse il Pegi è una misura un po’ blanda e sicuramente dovrebbe esserci maggiore informazione degli adulti rispetto a tali videogame”.

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