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Videogiochi violenti sotto la lente, Antimo: 'Rendere più esplicito divieto di vendita ai minori'

  • Scritto da Redazione GiocoNews

Videogiochi violenti e tutela dei minori di nuovo all'attenzione del Governo. Dopo l'audizione di inizio mese alla Camera della presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti (Cnu) dell’Agcom, Angela Nava Mambretti, il tema torna d'attualità grazie ad un'interrogazione a risposta orale presentata dal deputato Antimo Cesaro (Scelta Civica), segretario della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.

 


Al centro del documento il divieto di vendere i videogiochi violenti - per scene sanguinose o linguaggio esplicito - ai minorenni. Problema su cui si è già espresso anche lo stesso Consiglio Nazionale degli Utenti (Cnu) dell’Agcom, secondo cui "la mera indicazione di gioco idoneo ai maggiori di 18 anni, segnalata dal codice PEGI attraverso il numero 18 inscritto in un riquadro rosso riportato sulla confezione, non costituisce deterrente sufficiente per inibire l’acquisto di un prodotto inadatto ai minori a causa della errata percezione da parte del pubblico che spesso lo scambia per un livello di difficoltà e non impedisce la vendita ai minori da parte dei negozianti non trattandosi di un divieto".


RENDERE DIVIETO PIU' ESPLICITO - Il deputato di Scelta Civica chiede maggiore chiarezza in proposito e di sapere "quali iniziative il Governo intenda adottare per rendere più visibile ed esplicito il divieto di vendere tali videogiochi ai minori e se intenda valutare l’opportunità di assumere iniziative per introdurre adeguate sanzioni nei confronti di coloro che vendono tali videogiochi anche ai minori".


SCENE VIOLENTE - Il numero 18 in un riquadro rosso riportato sulla confezione del videogioco infatti, significa letteralmente, secondo lo stesso Pegi (Pan European Game Information), che il gioco è 'adatto alla maggiore età e implica la descrizione di scene di violenza molto realistiche, a volte così pesanti da indurre sentimenti di disgusto e repulsione'. Per violenza, si legge ancora nell'interrogazione, "si intende non solo la presenza di ferite, mutilazioni e morte di personaggi assolutamente realistici, ma anche l’eventuale presenza di immagini o rumori che possano alterare il normale stato psicologico della persona, provocando sensazioni di paura, angoscia o stress".

 

NECESSARIO INTERVENTO NORMATIVO - Sotto accusa anche il linguaggio di alcuni videogames, che può "essere estremamente volgare; le scene di sesso possono avere connotazioni esplicite, così come l’uso di sostanze stupefacenti". Un pericolo per i minori, contro cui il Cnu ha auspicato "un pronto intervento normativo che porti a sanzioni efficaci per chi vende ai minori videogiochi inadatti ed una campagna informativa sui media per sensibilizzare i genitori sui pericoli legati all’utilizzo da parte dei minori di videogiochi adatti agli adulti".

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